La storia drammatica dell’occupazione nazista e della liberazione di Parigi torna protagonista della televisione italiana. Stasera sabato 16 agosto alle 21.15 su Rai 5 va in onda “1944 l’estate di Parigi”, secondo appuntamento di “Nel secolo breve” con Paolo Mieli.
L’arrivo di Hitler nella città della luce
Il 23 giugno 1940 rappresenta uno dei momenti più bui della storia francese. All’alba, Adolf Hitler arriva a Parigi quando ormai la svastica sventola sulla capitale. Il dittatore nazista, ex pittore fallito con la passione per l’arte, trascorre solo tre ore nella Ville Lumière.
Tuttavia, quelle tre ore diventano simboliche. Hitler visita la città senza scorta, accompagnato dallo scultore Arno Breker. Le fotografie davanti alla torre Eiffel fanno il giro del mondo, immortalando la conquista nazista.
La resa francese era avvenuta appena la sera precedente. Di conseguenza, la Francia inizia quattro lunghi anni sotto il giogo nazista.
Lo speciale di Rai 5 con Paolo Mieli
Il documentario “1944 l’estate di Parigi” rappresenta un viaggio nella storia europea del Novecento. La regia è firmata da Agostino Pozzi, mentre lo speciale è curato da Elio Mazzacane. Inoltre, la consulenza storica è affidata al professor Francesco Perfetti.
La narratrice Charlotte Marincola guida il pubblico attraverso gli eventi cruciali. Partecipano inoltre importanti storici come Olivier Dard e Olivier Wieviorka. Anche l’accademico di Francia Maurizio Serra e lo storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa contribuiscono con i loro interventi.
Il crollo inaspettato della Francia
La caduta della Francia sorprende per la sua rapidità. La famosa Linea Maginot viene aggirata dai nazisti, causando il crollo delle difese francesi. Questo trauma spinge i parigini alla fuga dalla loro amata città.
Con gli abitanti, fugge anche la grande arte. Oltre 5000 casse contenenti capolavori vengono trasportate al castello di Chambord, nella Loira. La Gioconda, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia rimangono nascoste fino alla fine della guerra.
Nel frattempo, Parigi viene dichiarata città aperta per evitarne la distruzione. Da Londra, l’allora sconosciuto Charles De Gaulle lancia il suo celebre appello alla resistenza.
Gli eroi silenziosi della Resistenza
La Resistenza francese nasce grazie a persone coraggiose. Tra queste spicca Rosa Valland, curatrice del Jeu de Paume. I nazisti utilizzano questo museo per raccogliere i capolavori sequestrati da musei e collezionisti ebrei.
Grazie al lavoro di spionaggio di Rosa Valland, oltre 60mila opere d’arte tornano in Francia dopo la guerra. Il suo contributo rappresenta un esempio straordinario di resistenza culturale.
Una città divisa tra sfarzo e sofferenza
L’occupazione di Parigi rivela numerose contraddizioni. Da un lato, la Ville Lumière mantiene il suo sfarzo per occupanti e collaborazionisti. Dall’altro, i parigini affrontano fame e razionamenti.
Paradossalmente, Pablo Picasso continua a vivere in città indisturbato. Questo nonostante il suo celebre Guernica denunciasse i bombardamenti tedeschi sulla Spagna.
Purtroppo, l’occupazione porta anche l’orrore delle deportazioni. L’episodio del Velodromo d’inverno rappresenta il culmine della tragedia: i gendarmi francesi arrestano oltre 12.000 persone tra uomini, donne e bambini ebrei.
La liberazione di agosto 1944
Con l’avvicinarsi degli Alleati sbarcati in Normandia, la situazione cambia rapidamente. Tutti sanno che Parigi sta per cadere, eccetto Hitler che rifiuta di accettare la realtà.
L’insurrezione popolare e i partigiani danno inizio alla liberazione. Il 25 agosto 1944, le truppe francesi del generale Leclerc entrano nella capitale, seguite da quelle di Eisenhower.
Finalmente, il generale Charles De Gaulle può parlare alla Parigi liberata dal balcone dell’Hotel de Ville. Le sue parole rimangono nella storia: “Paris outragé! Paris martyrisé! Mais Paris libéré!”.
Il documentario di stasera promette di raccontare questa pagina fondamentale della storia europea con rigore e passione.
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