Pisa Jazz Rebirth 2025: il festival che unisce il mondo attraverso “The Universal Language”

Pisa Jazz Rebirth 2025: il festival che unisce il mondo attraverso "The Universal Language"Una quinta edizione all’insegna dell’unità musicale

Dal 1 al 28 luglio, Pisa Jazz Rebirth torna con la sua quinta edizione. Il festival, nato dal progetto Pisa Jazz, presenta 22 concerti dal vivo. Quest’anno il tema scelto è “The Universal Language“, un messaggio di speranza in tempi difficili.

Infatti, in un’epoca segnata da tensioni e conflitti, il jazz diventa linguaggio di pace. Come spiega il direttore artistico Francesco Mariotti, questa musica genera connessioni tra culture diverse. Inoltre, costruisce ponti tra generazioni e visioni del mondo differenti.

Gli headliner internazionali: leggende e nuovi talenti

Le icone del jazz mondiale

Tra gli artisti di punta spicca Mulatu Astatke, icona del jazz etiope. Il musicista arriverà a Pisa con l’unica data italiana del tour d’addio “Mulatu Plays Mulatu”. Inizialmente previsto per il 6 luglio, l’evento è stato posticipato al 28 settembre.

Inoltre, il leggendario Billy Cobham presenterà il progetto “Time Machine”. Il batterista pioniere del jazz fusion riporterà in vita i suoi pezzi storici. Collaboratore di Miles Davis, eseguirà brani raramente proposti dal vivo l’11 luglio.

I visionari della nuova scena

Makaya McCraven, definito “sintetizzatore culturale” dal New York Times, arriverà il 9 luglio. Il compositore visionario fonde jazz, folk e ritmi innovativi. Sarà la prima delle tre date italiane per l’estate.

Inoltre, Kismet rappresenta l’incontro tra due mostri sacri della musica. Il bassista Dave Holland e il sassofonista Chris Potter si esibiranno il 20 luglio. Li affiancherà lo straordinario batterista Obed Calvaire.

I talenti italiani e le collaborazioni speciali

Tributi e omaggi musicali

Il festival omaggia anche la tradizione italiana con “Nero a metà Experience“. Si tratta di un tributo a Pino Daniele firmato dai suoi storici musicisti. Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo e Agostino Marangolo si esibiranno il 1° luglio.

Inoltre, Eric Mingus, figlio di Charles, e Silvia Bolognesi renderanno omaggio a Gil Scott-Heron. L’appuntamento è fissato per il 17 luglio presso il Giardino Scotto.

Le nuove generazioni del jazz italiano

Matteo Mancuso, chitarrista siciliano famoso per la tecnica finger picking, chiuderà il festival. Il suo concerto del 28 luglio promette grande spettacolo musicale.

Inoltre, Nico Gori, riconosciuto tra i migliori clarinettisti mondiali da DownBeat, celebra dieci anni di attività. Il suo Swing 10tet presenterà il nuovo album il 7 luglio.

Le location suggestive e gli eventi collaterali

Il cuore del festival: il Giardino Scotto

Ancora una volta, il Giardino Scotto sarà il palco principale della manifestazione. Situato in Lungarno Fibonacci 2, ospiterà i concerti più importanti. Tuttavia, il festival si arricchirà di eventi in location alternative.

Concerti nella natura e spazi alternativi

Il Parco di San Rossore ospiterà un concerto speciale di Antonello Salis. La leggenda della musica italiana si esibirà nella Villa del Gombo il 25 luglio. Inoltre, lo spazio Arno Vivo proporrà una serata da ballare con Il Mago Del Gelato.

Infine, il Bastione Sangallo accoglierà incontri con Francesco Martinelli. Lo storico del jazz terrà conferenze il 7, 17 e 20 luglio. Inoltre, ospiterà il concerto notturno del duo Lorenzo Simoni e Iacopo Teolis.

Un festival che guarda al futuro

Pisa Jazz Rebirth si conferma piattaforma di incontro e ispirazione. Grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Toscana, continua a crescere. Inoltre, la collaborazione con realtà locali arricchisce l’offerta culturale del territorio.

Il festival opera nel circuito nazionale I-Jazz e in quello europeo Europe Jazz Network. Questo garantisce qualità e riconoscimento internazionale all’evento pisano.

Per tutte le informazioni dettagliate, è possibile consultare il sito ufficiale www.pisajazz.it. Inoltre, il festival è presente sui social media per aggiornamenti costanti.

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