Quattro mani per una serata indimenticabile: Fiorenzani e Probst illuminano La Sosta del Cavaliere

Quattro mani per una serata indimenticabile: Fiorenzani e Probst illuminano La Sosta del CavaliereUn incontro tra creatività e tradizione

La serata del 21 novembre 2025 ha segnato un momento speciale per la gastronomia toscana. Presso La Sosta del Cavaliere a Sovicille, lo chef Leonardo Fiorenzani ha ospitato la chef Maria Probst per una cena a quattro mani che ha saputo fondere creatività contemporanea e rispetto per le tradizioni del territorio senese.

Due cucine, un solo pensiero: rispetto per la terra, la materia e il gusto autentico. Il risultato è stato un percorso gastronomico sostenibile e profondamente radicato nel territorio, accompagnato magistralmente dai vini dell’Azienda Poggio dell’Oliviera di Vagliagli.

Il benvenuto che conquista

Maria Probst ha aperto la serata con un passatello di pane Andriolo in brodo di cipolla e alloro che ha immediatamente catturato l’attenzione dei commensali. La particolare speziatura, equilibrata dalla tendenza dolce del pane e dalla delicatezza delle verdure, ha dimostrato fin da subito la maestria della chef bavarese.

Un piatto che racchiude l’essenza della cucina di Maria Probst: tecnica impeccabile e capacità di esaltare ingredienti semplici. Un inizio promettente per una serata destinata a lasciare il segno.

Carote e misticanza: l’esordio di Fiorenzani

La prima portata dello chef Leonardo Fiorenzani ha proposto carote accompagnate da una sorprendente misticanza di erbe spontanee e una crema di reggiano. Grande varietà di sapori, con l’amaro delle erbe a fare da dominante, sapientemente equilibrato dalla presenza del formaggio.

Un piatto che riflette perfettamente la filosofia di Fiorenzani: cucina precisa, espressiva e profondamente legata al territorio . Le erbe spontanee raccontano le colline senesi, mentre la tecnica trasforma ingredienti umili in un’esperienza gastronomica raffinata.

Bruschello 2024: freschezza e armonia

I primi due piatti sono stati accompagnati dal Bruschello 2024 Toscana bianco IGT di Poggio dell’Oliviera. Un interessante vino con uve di Trebbiano, Malvasia e un tocco di Sauvignon blanc. La dominante del vitigno aromatico al naso si trasforma in una piacevolissima freschezza in bocca che rende facile la beva.

Un abbinamento che ha esaltato sia la dolcezza del passatello che l’amaro delle erbe della misticanza. Laura Bandini, titolare dell’azienda, presente alla serata, ha potuto constatare personalmente il successo del suo bianco.

Il piatto forte: risotto alla perfezione

Il risotto con zucca alla brace, pecorino, cavolo nero e mandorle tostate preparato da Leonardo Fiorenzani si è rivelato il piatto forte della serata . Una raffinata armonia di sapori in perfetto equilibrio che ha conquistato tutti i presenti.

La zucca grigliata conferisce profondità, il pecorino aggiunge sapidità, mentre il cavolo nero e le mandorle tostate creano contrasti di texture e sapore. Un piatto che dimostra la maestria tecnica e lo spirito creativo che hanno valso a Fiorenzani il titolo di Chef Rivelazione 2025.

Rosa del Poggio: personalità e sorpresa

Ad accompagnare il risotto, l’interessantissimo Rosa del Poggio 2024, ottenuto da Sangiovese, Ciliegiolo e Canaiolo nero con veloce passaggio sulle bucce. Un vino di grande personalità sia olfattiva che gustativa che sorprende per la sua gradevolezza.

Il rosato ha dimostrato come la scelta enologica sia stata calibrata con precisione. La struttura del vino sostiene la ricchezza del risotto senza sovrastarlo, creando un equilibrio perfetto.

Funghi e carattere: il tocco di Maria Probst

La seconda portata ha visto protagonista Maria Probst con un fungo pleurotus alla brace, barbabietola, spinaci e riduzione di vino rosso speziata . Un piatto croccante e vivace che ha conquistato i presenti per la sua personalità decisa.

La chef bavarese, che da oltre vent’anni rappresenta un volto familiare nella cucina italiana, ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di reinventarsi . Dopo l’esperienza alla storica Tenda Rossa di San Casciano Val di Pesa, Maria si è dedicata alla cucina vegetale presso il bioagriturismo Il Cerreto in provincia di Pisa . Una scelta che potrebbe sorprendere chi la ricorda agli inizi della carriera, quando il suo lavoro era legato alla macelleria.

Chianti Classico Riserva: identità territoriale

L’abbinamento inevitabile è arrivato con il vino maggiormente identitario di Poggio dell’Oliviera: un Chianti Classico Riserva DOCG (Sangiovese e 2% di Canaiolo). Il vino sprigiona senza timidezza i suoi straordinari terziari: affumicato, speziato, note di vaniglia e cioccolato, frutto di tre anni di barrique e tonneau.

Note che si ritrovano in bocca, dapprima frutti rossi maturi e poi, con l’ossigenazione, i succitati terziari. Un vino che dialoga perfettamente con la complessità del piatto di funghi, creando un’esperienza sensoriale completa.

Dolci audaci e sorprendenti

Il predessert ha visto protagonisti gli straordinari cantucci di castagne di Maria Probst con rosmarino, uvetta e zabaione di vinsanto, seguiti dall’originale e sorprendente gelato all’erborinato, caffè e cioccolato dello chef Fiorenzani .

I due chef hanno dimostrato di essere capaci di proporre anche con i dolci la loro audacia, consapevoli delle loro doti. Un finale che ha lasciato i commensali entusiasti e desiderosi di ripetere l’esperienza.

Vin Santo e Grappa: il gran finale

Ad accompagnare la piacevolezza dei dessert, il Vin Santo del Chianti Classico DOC 2018 di Poggio dell’Oliviera, ottenuto da Trebbiano e Malvasia. Dolce, morbido ed equilibrato, ha esaltato perfettamente sia i cantucci che il gelato innovativo.

In chiusura, la Grappa di Chianti Classico Riserva, coadiuvata dal passaggio in barrique. Anch’essa morbida e suadente, perfetta per il fine pasto. Un tocco finale che ha sigillato una serata memorabile.

Due talenti, una visione condivisa

Leonardo Fiorenzani, chef JRE, ha costruito la sua reputazione su una cucina precisa e profondamente legata al territorio toscano . A La Sosta del Cavaliere, che ha appena riconfermato le sue due forchette Gambero Rosso, unisce maestria tecnica e spirito creativo. Forbes Italia lo ha nominato tra i 100 ristoratori innovativi del 2025 .

Maria Probst, con oltre vent’anni di esperienza nel panorama gastronomico italiano, ha intrapreso negli ultimi anni nuovi percorsi professionali con l’entusiasmo di una debuttante, concentrandosi esclusivamente su ingredienti vegetali.

Un successo annunciato

La serata del 21 novembre ha dimostrato come l’incontro tra due talenti possa generare magia culinaria. Un menu che ha saputo rispettare la stagionalità e il territorio, esaltando ingredienti vegetali con tecnica e creatività.

Poggio dell’Oliviera ha contribuito con una selezione di vini che ha accompagnato perfettamente ogni portata, dimostrando la profonda conoscenza del territorio senese. Una cena di gran livello che rimarrà nella memoria dei fortunati presenti.

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