Un viaggio nella storia della criminalistica italiana
Oggi alle 16.00 su Rai Storia va in onda lo speciale “Quelli della scientifica”. La trasmissione celebra l’anniversario della fondazione della Polizia di Stato, risalente all’11 luglio 1852. Il programma ricostruisce una pagina fondamentale della storia investigativa italiana.
L’appuntamento televisivo racconta la nascita della polizia scientifica nel nostro paese. Inoltre, esplora le innovazioni tecniche che hanno rivoluzionato le indagini criminali. La trasmissione si avvale del contributo di storici contemporanei e esperti della Polizia.
L’Italia di fine Ottocento e la sfida della criminalità
A fine Ottocento, il nuovo Stato liberale affronta sfide inedite. Le forme di criminalità diventano più pericolose e organizzate. Il regicidio di Re Umberto I mette a dura prova l’ordine pubblico nazionale.
In questo contesto, il presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli abbraccia un progetto innovativo. L’idea nasce da un giovane allievo di Cesare Lombroso. Il medico Salvatore Ottolenghi propone una nuova sezione investigativa nella Pubblica Sicurezza.
Salvatore Ottolenghi: il visionario della scientifica
Ottolenghi punta a creare un metodo rivoluzionario per studiare i crimini. Il suo approccio mira anche a prevenire delitti efferati. La sua visione trasforma radicalmente l’approccio investigativo italiano.
Nel 1903, a Roma, viene istituito il primo corso di Polizia Scientifica. Gli insegnamenti coniugano rigorosa conoscenza scientifica e sperimentazione. Nascono così tecniche all’avanguardia che sono ancora oggi alla base delle indagini.
I pionieri: Gasti, Ellero e Falco
Tra gli allievi di Ottolenghi spiccano tre nomi: Giovanni Gasti, Umberto Ellero e Giuseppe Falco. Questi tre uomini formeranno una squadra vincente. Insieme, rivoluzionano il mondo dell’investigazione scientifica.
Ottolenghi introduce il “Cartellino Segnaletico”, uno strumento innovativo per catalogare le persone. Il sistema utilizza foto, caratteristiche fisiche e impronte digitali. Questo metodo diventa fondamentale per l’identificazione dei sospetti.
Innovazioni tecniche che hanno fatto la storia
Gasti sviluppa il celebre “Metodo Gasti” per le impronte digitali. Questa tecnica viene utilizzata fino al 1997. Ellero progetta le “gemelle Ellero” per fotografare simultaneamente il reo di lato e di fronte.
Questi strumenti e tecniche ricevono la consacrazione definitiva il 22 marzo 1909. Un cadavere viene ritrovato in un baule in una stanza romana. Attraverso rilievi e impronte, si scopre che l’uomo senza nome si chiama Edmondo Tarantowicz.
Casi celebri risolti dalla scientifica
Il caso Tarantowicz rivela un regolamento di conti tra spie internazionali. La scientifica dimostra così la sua efficacia nelle indagini complesse. Nel 1911, gli stessi metodi risolvono un altro caso eclatante.
L’omicidio della nobildonna Giulia Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò fa scalpore. La vittima viene uccisa dall’amante in una stanza d’albergo romana. Anche questo delitto viene risolto grazie alle nuove tecniche investigative.
Il caso Matteotti: quando la scienza incontra la politica
La scientifica indaga anche sull’omicidio Matteotti nel 1924. Tuttavia, le conclusioni risultano poco gradite al regime fascista. Ottolenghi viene invano sollecitato a dichiarare errati i suoi accertamenti.
Questo episodio dimostra come la scienza investigativa possa scontrarsi con il potere politico. Nonostante le pressioni, Ottolenghi mantiene la sua integrità professionale.
L’eredità della polizia scientifica italiana
Lo speciale di Rai Storia utilizza immagini dell’Archivio storico della Polizia di Stato. Queste testimonianze visive arricchiscono la narrazione storica. Il programma offre uno sguardo privilegiato su una pagina fondamentale della storia italiana.
L’appuntamento di oggi alle 16.00 su Rai Storia rappresenta un’occasione unica. Gli appassionati di storia e investigazione potranno scoprire le origini della moderna criminalistica italiana.
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