Sopravvissuti stasera su Rai 4: dramma e tensione sulle Alpi

Un uomo in lutto che cerca pace. Una donna in fuga che cerca salvezza. Un incontro casuale che cambierà entrambe le vite. È questa la premessa di “Sopravvissuti”, il thriller che va in onda stasera 10 gennaio alle 21.20 su Rai 4.

La trama tra thriller e denuncia sociale

Samuel ha perso sua moglie. Torna nello chalet di montagna dove hanno vissuto momenti felici insieme. Cerca conforto tra quelle mura cariche di ricordi. Tuttavia, il rifugio diventa teatro di un incontro inaspettato.

Chehreh è una profuga afgana. È sfuggita a una retata della polizia. Ora è braccata da un gruppo di cacciatori di migranti determinati a consegnarla alle autorità. La donna bussa alla porta dello chalet cercando aiuto.

Inizialmente, Samuel non vuole essere coinvolto. Il dolore per la perdita lo ha chiuso in se stesso. Eppure, qualcosa cambia. I due si trovano improvvisamente alleati in una disperata lotta per la sopravvivenza.

Un esordio che mescola genere e impegno civile

Guillaume Renusson firma il suo primo lungometraggio con ambizione. Inoltre, il regista francese utilizza i codici del thriller per affrontare temi urgenti. L’immigrazione clandestina e la tutela dei diritti umani diventano così materia cinematografica.

I cacciatori di migranti rappresentano il volto più brutale dell’intolleranza. Sono simbolo di un’umanità incapace di compassione. Parallelamente, la natura stessa diventa antagonista. Le Alpi italiane innevate offrono scenari mozzafiato ma ostili. Il freddo, la neve, l’isolamento: elementi che aumentano la tensione drammatica.

Un cast di alto livello

Denis Ménochet interpreta Samuel con intensità. L’attore francese era stato apprezzato in “As bestas – La terra della discordia”. Qui conferma il suo talento nel dare profondità a personaggi complessi.

Zahra Amir Ebrahimi veste i panni di Chehreh. L’attrice iraniana ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes per “Holy Spider”. La sua presenza garantisce autenticità e forza emotiva al racconto.

Sopravvivenza fisica ed emotiva

“Sopravvissuti” non è solo un thriller d’azione. È anche un’esplorazione della fragilità umana. Samuel è emotivamente distrutto dalla perdita. Chehreh porta con sé il trauma della fuga e della persecuzione.

Di conseguenza, il film racconta due forme di sopravvivenza. Una fisica, contro i cacciatori e il gelo della montagna. L’altra psicologica, contro il dolore e la disperazione. Questo doppio livello narrativo arricchisce la visione.

Infine, Renusson costruisce un’opera che fa riflettere. L’ospitalità negata diventa violenza. La caccia all’uomo rivela l’orrore di cui siamo capaci. Eppure, emerge anche la possibilità di ritrovare umanità proprio quando tutto sembra perduto.

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