Il genio italiano dimenticato che ha cambiato la storia dell’informatica mondiale
Focus manda in onda stasera alle 22.20 uno speciale inedito sulla Programma 101 Olivetti. Il documentario racconta la storia del primo computer da tavolo della storia. Un’invenzione italiana che ha anticipato di anni la rivoluzione digitale.
La rivoluzione silenziosa della Perottina
La P101 nacque nel 1964 dall’intuizione dell’ingegner Pier Giorgio Perotto. «Sognavo un computer semplice, che non avesse bisogno dell’interprete in camice bianco», raccontava il progettista. Una macchina piccola, economica e accessibile a tutti.
Prima della Perottina, solo università e centri di ricerca potevano permettersi i grandi elaboratori. Questi occupavano intere stanze e richiedevano personale specializzato. La P101 democratizzò l’informatica in un colpo solo. Inoltre, anticipò di anni l’arrivo dei personal computer nelle case e negli uffici.
Il documentario che svela i misteri
Lo speciale “Primi al mondo: storia e misteri della Programma 101 Olivetti” è curato da Gianluca Genovese. Il programma presenta filmati d’epoca mai visti e testimonianze esclusive. Tra gli intervistati ci sono Gastone Garziera, progettista della P101, e Pierpaolo Perotto, figlio dell’ingegnere.
Partecipano anche Matteo Olivetti, pronipote di Camillo, e Bruno Lamborghini, ex presidente dell’azienda. Il documentario è realizzato con la collaborazione della Fondazione Adriano Olivetti e dell’Archivio Storico Olivetti. Inoltre, include interventi di professori dell’Università Statale di Milano.
Spionaggio, CIA e morti misteriose
La storia della P101 è avvolta nel mistero. Il progetto incontrò infatti forti resistenze internazionali. IBM e General Electric fecero pressioni contro l’innovazione italiana. Persino la CIA mostrò interesse per questa tecnologia rivoluzionaria.
Tuttavia, due eventi tragici segnarono la storia Olivetti. Le morti misteriose di Adriano Olivetti nel 1960 e di Mario Tchou nel 1961 restano avvolte nel mistero. Questi eventi, nel pieno della Guerra Fredda, frenarono la corsa italiana verso il futuro digitale.
La tecnologia che conquistò lo spazio
La Programma 101 vantava caratteristiche rivoluzionarie per l’epoca. Disponeva di memorizzazione dei programmi e un linguaggio di programmazione semplice. Il design moderno, firmato dall’architetto Mario Bellini, conquistò persino il MoMA di New York.
La NASA utilizzò la P101 per calcolare le rotte orbitali della missione Apollo 1. Persino Hewlett-Packard copiò la sua innovativa striscia magnetica. Successivamente, l’azienda americana fu costretta a pagare le royalty a Olivetti.
Da Camillo Olivetti alla rivoluzione elettronica
L’azienda Olivetti nacque nel 1908 producendo macchine da scrivere meccaniche. Tuttavia, fu Enrico Fermi nel 1949 a suggerire il passaggio all’elettronica. L’ingegnere Mario Tchou sviluppò questa visione tra Pisa e Milano dal 1954.
Adriano Olivetti, definito “l’Imprenditore Rosso”, guidò l’innovazione tecnologica con una visione unica. La sua filosofia univa progresso tecnologico e responsabilità sociale. Nel clima della Guerra Fredda, l’innovazione era un vero campo di battaglia.
L’eredità perduta di un primato italiano
Nonostante il successo della P101, l’Italia perse la sua leadership tecnologica. La morte di Adriano prima e di Tchou poi segnò la fine di un’epoca. Un primato italiano finito troppo presto nell’oblio.
Oggi esistono oltre 6,8 miliardi di smartphone attivi nel mondo. Si contano inoltre 30 miliardi di dispositivi IoT connessi a Internet. Tutti questi device discendono dall’intuizione italiana della P101.
Appuntamento stasera su Focus
Il documentario “Primi al mondo: storia e misteri della Programma 101 Olivetti” va in onda stasera alle 22.20 su Focus. Un appuntamento imperdibile per scoprire come l’Italia ha anticipato la rivoluzione digitale. Lo speciale celebra i 60 anni dal lancio sul mercato di questa straordinaria invenzione italiana.
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