Un viaggio tra le radici del cantautore genovese. Dori Ghezzi e altri testimoni raccontano l’uomo e l’artista che ha dato voce agli ultimi.
Un ritratto tra luoghi e persone
Parlare di Fabrizio De André significa esplorare un universo fatto di poesia e musica. Ma anche di luoghi che hanno formato la sua identità artistica. Genova e la Sardegna rappresentano infatti i due poli della sua esistenza. Proprio questi territori sono al centro del documentario “Fabrizio De Andrè. Luoghi, parole, persone” di Fabrizio Marini.
Il film va in onda oggi, venerdì 2 gennaio, alle 18.10 su Rai 5. Fa parte del ciclo “Italiani” dedicato ai grandi protagonisti della cultura nazionale.
La scelta di dare voce agli emarginati
Nato in una famiglia benestante, De André scelse una strada diversa. Seguì le sue inclinazioni verso la poesia, l’anarchia e la musica. Inoltre, decise di raccontare chi non aveva voce nella società.
Gli ultimi, gli emarginati, i dannati trovarono spazio nelle sue canzoni. Dal popolo sardo dei pastori agli indiani d’America, mantenne sempre questa coerenza artistica. La sua poetica non cambiò mai, nemmeno negli ultimi anni di carriera.
Il racconto di Dori Ghezzi
Dori Ghezzi, compagna e complice del cantautore, offre testimonianze preziose. Racconta come la loro storia sia stata un percorso predestinato. Si incontrarono alla fine degli anni ’60 nella Genova ritratta dalla fotografa Lisetta Carmi.
Insieme affrontarono un momento drammatico nel 1979. L’anonima sequestri sarda li rapì per quattro mesi. Questo evento sconvolgente rafforzò il loro legame. Inoltre, diede nuova linfa creativa alla musica di Fabrizio.
Le voci che raccontano l’artista
Il documentario raccoglie diverse testimonianze significative. Stefano Tettamanti, agente letterario e amico genovese, condivide i suoi ricordi. Anche il poeta Umberto Fiori interviene con il suo punto di vista.
L’amico gallurese Filippo Mariotti porta la prospettiva sarda. Lo studioso Romano Giuffrida completa il quadro con la sua analisi. Infine, le canzoni di Cristiano De André accompagnano il racconto.
L’eredità musicale continua
Cristiano De André esegue brani dal disco “Storia di un impiegato”. Questa rivisitazione mantiene vivo il mondo del padre. Un mondo capace di attraversare il tempo e riproporsi con forza rinnovata.
La musica di Fabrizio De André resta un patrimonio culturale fondamentale. Le sue canzoni parlano ancora oggi a nuove generazioni. Il documentario di Marini offre quindi l’occasione per riscoprire questo artista unico.
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