Paolo Mieli introduce la figura del comandante del Corpo Volontari della Libertà
Oggi pomeriggio Rai 5 dedica la puntata di “Italiani” a una figura cruciale della Resistenza italiana. Il programma, introdotto da Paolo Mieli, va in onda giovedì 27 novembre alle 18.30. Al centro dell’episodio c’è il generale Raffaele Cadorna, comandante militare della lotta di Liberazione.
Una dinastia militare attraverso due secoli
Raffaele Cadorna (1889-1973) proveniva da una famiglia che aveva segnato la storia italiana. Infatti, era nipote del Raffaele Cadorna che guidò la presa di Roma. Inoltre, suo padre Luigi comandò l’esercito italiano nella Prima Guerra Mondiale fino a Caporetto.
Di nobile origine piemontese, Cadorna intraprese la carriera militare seguendo la tradizione familiare. Tuttavia, lo fece anche per autentica passione personale. A poco più di vent’anni conquistò la prima medaglia al valor militare. Era il periodo della guerra italo-turca del 1911-1912.
Dall’antifascismo alla guida della Resistenza
Successivamente, Cadorna partecipò a tutte le vicende belliche del Novecento. Sin dall’inizio si dichiarò apertamente antifascista. Per questo motivo, il regime fascista lo guardò sempre con sospetto. Nonostante ciò, non poté impedirne l’avanzamento di carriera.
Diventato generale di brigata e poi di divisione, ottenne comandi prestigiosi. Tra questi, guidò il Savoia cavalleria di Milano e la Scuola di cavalleria di Pinerolo. Inoltre, comandò la divisione corazzata Ariete. Con quest’ultima, all’indomani dell’8 settembre 1943, affrontò vittoriosamente i tedeschi a nord di Roma.
Il ruolo nella lotta di Liberazione
Subito dopo, Cadorna entrò in clandestinità. Divenne quindi un esponente della Resistenza nella Capitale. Nell’estate del 1944 venne scelto come comandante militare della Resistenza al Nord. Ad agosto fu paracadutato in Lombardia per assumere questo incarico fondamentale.
Il rapporto con il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia non fu sempre semplice. Esponenti come Ferruccio Parri e Luigi Longo difendevano gelosamente le loro prerogative. Nonostante ciò, Cadorna rappresentò un punto di incontro cruciale. Infatti, collegò la Resistenza con il Governo dell’Italia liberata e gli Alleati.
Le ore decisive del 25 aprile
Il generale ebbe un ruolo decisivo nelle drammatiche ore del 25 aprile 1945. Partecipò inoltre alle vicende legate all’esecuzione di Mussolini. Questi momenti segnarono la fine del regime fascista e l’inizio della democrazia italiana.
Dopo la guerra, Cadorna continuò a servire le istituzioni. Per due anni fu Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Successivamente, intraprese la carriera politica. Venne eletto senatore come indipendente nelle fila della Democrazia Cristiana. Mantenne questo incarico per tre legislature consecutive.
Un ritratto tra storia e memoria
La puntata di “Italiani” offre quindi un ritratto completo di questa figura. Il programma ripercorre la sua carriera militare e il suo impegno nella Resistenza. Allo stesso tempo, analizza il contesto storico in cui operò.
Paolo Mieli introduce gli spettatori in questo viaggio nella memoria nazionale. L’appuntamento di oggi permette di riflettere sul contributo dei militari alla Liberazione. Inoltre, ricorda come diverse componenti della società italiana collaborarono per sconfiggere il fascismo.
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