La voce che abitava nelle case degli italiani
Ornella Vanoni se n’è andata. Tuttavia, la sua voce continuerà a risuonare nelle case di milioni di italiani. Come racconta Pacifico nel suo toccante ricordo, i grandi artisti si appiccicano alle persone che amiamo.
Ornella stava sulle spalle delle madri che affrontavano le pulizie domestiche. Cantavano L’Appuntamento sostituendo il testo con un insistito nananana. Poi scandivano corretto e a squarciagola il ritornello: “Amore fai presto, io non resistoooo”.
Di conseguenza, la sua musica accompagnava i momenti quotidiani. Usciva dalla radiolina sul frigorifero dopo il notiziario. Mentre il caffè risaliva allegro nella cuccuma, la sua voce riempiva le cucine italiane.
Una presenza costante nella vita degli italiani
Ornella usciva dalla radio estraibile della Seicento, della Simca, della Panda. In quante docce, in quanti abitacoli, in quanti impianti stereofonici c’era la sua voce? Per non dire della televisione o del cinema.
Pertanto, si dice degli artisti “era uno di casa”. Per Ornella Vanoni questa espressione è particolarmente appropriata. La sua presenza ha attraversato generazioni intere di italiani. Ha accompagnato momenti di gioia e di dolore.
Inoltre, la cantante milanese è stata la prima donna a vincere il Premio Tenco nel 1981. Un riconoscimento che testimonia il suo ruolo pionieristico nella canzone d’autore italiana.
Il privilegio di starle vicino
Pacifico racconta di aver avuto il privilegio di frequentarla. Un primo incontro anni fa grazie a Mario Lavezzi nel magnifico appartamento di Largo Treves. Poi un Sanremo insieme con una canzone bellissima scritta per lei con Francesco Gabbani.
Infine il privilegio di starle vicino per un anno e mezzo continuativamente. Per scrivere la sua biografia, o meglio il suo Diario Sentimentale, come lei puntualizzava. Un’esperienza che ha segnato profondamente il musicista romano.
Di conseguenza, Ornella lo accoglieva immancabilmente elegante nel salotto, seduta in poltrona. Incorniciata nella finestra che ha visto passare le stagioni. Le giornate buie del pomeriggio invernale, le luminarie natalizie che detestava.
I ricordi di una grande artista
A volte lo accoglieva con un ricordo urgentissimo: “Scrivi scrivi, che se no lo perdo!” Altre volte era in silenzio, di profilo. Pacifico si stupiva di quanto fosse bello il suo profilo.
Tuttavia, con gli occhi puntava il muro, lo trapassava e si allontanava. Ogni tanto trovava qualcosa e chiamava il suo biografo. Era come stare con una cesta sotto un grande albero. Un albero capace di spostarsi che ogni tanto si scuoteva e lasciava cadere frutti.
Pertanto, Ornella Vanoni era notoriamente spiritosissima. Possedeva quell’umorismo milanese perfezionato intorno ai tavoli di bar e osterie. Insieme a Jannacci, Gaber e Pozzetto aveva creato un modo unico di guardare il mondo.
L’ironia tagliente di una grande dama
La battuta era implacabile, un bisturi, caustica ma mai malevola. Più che altro un ridimensionamento bonario: “Se, ciao, è arrivato il Maradona!” Un’ironia che nascondeva una profonda intelligenza e sensibilità.
Inoltre, essendo Pacifico un musicista, la prossimità non gli ha mai fatto perdere di vista la grandezza. Uno dei ricordi più vibranti è la sua figura sul palco di Sanremo. Vista da dietro il pianoforte, di tre quarti.
Di conseguenza, le guance portavano ancora i segni di una lontana acne. Dritta, maestosa, rovesciava sulla platea quella voce inconfondibile. Tutto il teatro, tutto lo champagne, tutta la depressione, tutto il sesso.
Una vita vissuta senza risparmio
Tutta l’amicizia, tutto il dolore, tutto l’appetito, tutto il divertimento. Ornella è stata capace di accumulare e restituire tutto questo attraverso la sua arte. Una voce unica nel panorama musicale italiano.
Pertanto, era una spadaccina implacabile e vittoriosa contro avversari imbattibili. La Noia, il Prevedibile, la Prudenza: tutti a terra, uno dopo l’altro. Nessuno poteva tenerle testa nella sua battaglia per la vita autentica.
Inoltre, Pacifico si infila nel coro di ringraziamenti. Cercherà di sostenere fino alla fine il proposito di Ornella. Un testamento artistico e umano di straordinaria potenza e verità.
Il testamento di una vita vissuta intensamente
“Non puoi risparmiare nella vita, in amicizia come in amore, non puoi essere tirchio.” Queste le parole che Ornella Vanoni ha lasciato come eredità. Parole che racchiudono la sua filosofia di vita.
“Se sei al mondo, non puoi non partecipare. Nel fuoco delle passioni bisogna entrarci.” Una lezione di coraggio e autenticità. Un invito a vivere pienamente ogni momento dell’esistenza.
“E io dell’amore conosco l’ustione.” Con queste parole Ornella sintetizza una vita vissuta senza risparmio. Una vita dedicata all’arte, all’amore, alle passioni. Senza paura di scottarsi, senza timore del dolore.
Di conseguenza, l’Italia perde una delle sue voci più autentiche e rivoluzionarie. Una donna che ha saputo attraversare decenni di musica italiana mantenendo intatta la sua unicità. Il suo lascito artistico continuerà a ispirare generazioni di artisti e appassionati.
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