Leggo in quarta di copertina che Max Strata, autore di Racconti per un giorno (Edizioni Creativa) si occupa di tutela della natura e di ecologia sociale. Ed è proprio il rapporto uomo natura, cruciale nel mondo odierno, il fulcro intorno al quale ruotano i racconti che compongono il libro, racconti che costituiscono un insieme unitario in virtù del tema che ne è al centro, ma variano nelle trame e nei toni, toccando tutte le sfaccettature della tematica ecologica.
A dimostrazione di quanto fin qui sostenuto, segnalerò solo alcuni racconti, lasciando al lettore il piacere di scoprirne altri.
Ci si imbatte, ad esempio, in un racconto che sembra rivolgersi ai lettori più giovani La memoria dell’orca, dove la storia dell’orca Gladis e della figlia Arche assume toni quasi fiabeschi, certo però non fine a se stessi ma funzionali al messaggio ecologista.
C è poi il grottesco surreale di Periplatena americana: una Firenze stremata dal caldo, evento certo non insolito, si trova a dover fronteggiare un’invasione di intelligentissimi insetti determinati a conquistare la città, un soggetto che non dispiacerebbe a Tim Burton.
Veniamo al racconto Due Pipe che forse mi ha colpito di più, probabilmente per mie antiche frequentazioni di film e libri (i meno giovani ricorderanno il libro Seppellite il mio cuore a Wounded Knee o il film Il piccolo grande uomo). Qui l’autore sperimenta un genere che potremmo definire narrativa saggistica: la descrizione della cultura dei nativi americani, in particolare degli Irochesi, violata dell’arroganza dei colonizzatori, si accompagna alla storia dell’ultimo Due Pipe, alias Brandon Holt. Il ricordo di un popolo che percepiva il legame con la madre terra in modo quasi mistico si tinge di dolore e nostalgia per qualcosa di irrimediabilmente perduto e l’immagine del protagonista che da una collina contempla la vallata, in cui in un tempo lontano aveva prosperato il suo popolo, è potente ed evocativa.
Non mancano poi racconti nei quali, pur in un contesto da futuro distopico, è palese l’eco della più drammatica attualità.
Ne La spiaggia di Chicama una pandemia causata dal degrado degli ecosistemi marini ha sterminato umani e animali. Nel finale un gabbiano che la protagonista vede librarsi sul mare accende la speranza di una rinascita.
I distruttori delle macchine (titolo forse preso in prestito dall’omonimo dramma di Ernest Toller) ha un carattere squisitamente storico. Ricostruisce, infatti, le vicende del movimento luddista, sorto nell’Inghilterra della prima rivoluzione industriale contro la deumanizzazione del lavoro negli opifici, dove le macchine cancellavano saperi e mestieri tradizionali, e alla creatività dell’artigiano si sostituiva l’alienazione dell’operaio.
Altri racconti sono sotto il segno di Thoreau e del suo Walden, il cui celebre incipit è citato in Villi Karasjok; in questo gruppo di testi il motivo ambientalista sfocia quasi in una sorta di sentimento panteista.
Racconti per un giorno è un libro che consiglio a tutti coloro che si sentono vicini ai temi ecologici e ambientali, ma anche a chi cerca in un testo il piacere del narrare e del leggere.
In uno stile insieme piano e incisivo, Strata propone infatti scenari e vicende molteplici, ricche di accessi didascalici che possono coinvolgere ogni lettore. In conclusione, da ex docente, voglio sottolineare come questo libro possa anche essere un utile strumento per avvicinare gli studenti alle tematiche ecologiste attraverso un caleidoscopio di personaggi, ambienti, storie.
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