Ascanio Celestini torna a Milano con Poveri Cristi: lo spettacolo sugli ultimi che diventa rito civile

Ascanio Celestini torna a Milano con Poveri Cristi: lo spettacolo sugli ultimi che diventa rito civileAscanio Celestini porta Poveri Cristi al Teatro Carcano di Milano

Dal 16 al 18 gennaio 2026 Ascanio Celestini torna a Milano con Poveri Cristi.
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Carcano, cuore del teatro di prosa cittadino.

Sul palco Celestini è autore e voce narrante.
Accanto a lui ci sono la musica dal vivo di Gianluca Casadei e il suono curato da Andrea Pesce.

La produzione è firmata da Fabbrica e Teatro Carcano, con la distribuzione Mismaonda.
Il progetto è sostenuto anche dal contributo della Regione Lazio.

Si tratta del nuovo lavoro di teatro civile di uno dei maggiori narratori italiani.
Dopo dieci anni di ricerca ai margini del mondo, Celestini trasforma interviste e incontri in racconto scenico.

Gli ultimi al centro: chi sono i “poveri cristi”

Ma chi sono i “poveri cristi” evocati dal titolo?
Sono gli ultimi, i dimenticati, quelli che di solito compaiono solo nelle cronache nere.

In una periferia di Roma, uguale a molte periferie del mondo, si incrociano le loro vite.
C’è Giobbe, magazziniere analfabeta, che ha inventato un suo metodo per ordinare la merce.

C’è la Vecchia che spiega alla Prostituta che la cultura può essere gratuita.
I libri in biblioteca non costano nulla e i musei, almeno un giorno al mese, aprono a tutti.

C’è Joseph, partito dal suo paese in Africa.
Prima di arrivare in Italia è stato seppellitore, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone.

Ci sono poi il razzista, la Donna Impicciata, lo Zingaro di otto anni che fuma, Domenica.
E ancora il Preposto della cooperativa e persino San Francesco.

Tutti questi personaggi hanno qualcosa in comune.
Nelle parole di Celestini, sono «quelli brutti che finiscono sui giornali quando succede qualcosa di scandaloso».

Un racconto che cambia ogni sera, come un concerto jazz

Poveri Cristi non è uno spettacolo identico replica dopo replica.
Ogni sera Celestini sceglie solo alcune storie e una manciata di personaggi.

La struttura ricorda un concerto, dove il musicista decide la scaletta poco prima di suonare.
Così ogni rappresentazione diventa unica, costruita sull’atmosfera del momento.

Questa scelta rafforza il legame con il pubblico in sala.
Il racconto prende forma dal vivo, respirando insieme agli spettatori.

Dieci anni di interviste e teatro civile

Alla base dello spettacolo c’è un lungo lavoro di raccolta di voci.
Celestini rivendica un’idea precisa di teatro civile e popolare.

Per dieci anni ha intervistato facchini eritrei dei magazzini sulla Tiburtina, a Roma.
Ha ascoltato il becchino del cimitero di Lampedusa e chi ha vissuto il naufragio del 3 ottobre 2013.

Intervista, sottolinea, significa “incrocio di sguardi”.
Non è solo raccolta di testimonianze, ma relazione, ascolto, responsabilità.

Da queste voci nasce una lingua nuova, comprensibile e diretta.
Celestini dice di “trascrivere la lingua degli altri”, la lingua del popolo.

In questo modo la Storia non resta nelle mani di pochi vincitori.
Diventa racconto condiviso, costruito insieme a chi di solito non scrive libri.

Musica, interplay e improvvisazione: il jazz in scena

La musica ha un ruolo centrale in Poveri Cristi.
Gianluca Casadei compone partendo dai racconti di Celestini, in un dialogo continuo.

I due lavorano seguendo la logica dell’“interplay”, mutuata dal jazz.
Significa reagire all’istante, improvvisare ascoltando il suono dell’altro.

Questa tecnica non riguarda solo le prove.
Ogni sera si rinnova sul palco, davanti al pubblico, come in un concerto dal vivo.

La parola diventa ritmo, il gesto indica gli oggetti, lo sguardo costruisce le immagini.
Il risultato è un racconto multidisciplinare che attraversa epoche e luoghi.

Dal palco alla pagina: Poveri Cristi è anche un romanzo

Lo spettacolo dialoga con un altro progetto di Celestini.
Poveri Cristi è infatti anche un romanzo, pubblicato nel 2025 da Einaudi.

Si apre con una frase potente: «Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra».
I personaggi sembrano lontani da ogni potere, alto o visibile.

Non frequentano grattacieli, panorami esclusivi, salotti della fama.
Vivono invece nei quartieri bassi, schiacciati da torti e ingiustizie.

Eppure, come nella parabola evangelica, gli ultimi possono diventare primi.
Il romanzo amplia le storie viste in teatro, offrendo un’altra prospettiva di lettura.

Per chi segue il teatro civile italiano, il doppio formato spettacolo–libro rende il progetto ancora più interessante.

Il rapporto con lo spettatore: nessun elitismo, solo lingua condivisa

Celestini non pensa al “pubblico” come comunità astratta.
Pensa allo spettatore singolo che arriva magari di corsa, dopo il lavoro.

Spesso è una persona che vive in periferia e conosce la precarietà.
Magari porta un ricordo, una storia di famiglia, persino un disco registrato in parrocchia.

L’obiettivo è creare una lingua comune.
Far sentire lo spettatore “intonato” alle canzoni raccontate sul palco.

Se lo spettatore ride quando pensava di piangere, o viceversa, non è un problema.
Ciò che conta è che il suo investimento emotivo trovi una risposta sincera.

Poveri Cristi: tour 2026 e date da segnare in agenda

Dopo Milano, Poveri Cristi sarà in tournée in molti teatri italiani nel 2026.
Il tour toccherà città grandi e piccole, da nord a sud.

Il 21 gennaio lo spettacolo sarà a Castelfiorentino, al Teatro del Popolo.
Il 4 febbraio arriverà a Longiano, al Teatro Petrella.

Il 6 febbraio la tappa è Bibbiano, al Teatro Metropolis.
Il 7 febbraio Poveri Cristi sarà invece a Padova, al Piccolo Teatro Don Bosco.

L’8 febbraio lo spettacolo approderà a Imola, al Teatro Ebe Stignani.
Dal 13 al 22 febbraio resterà a Roma, al Teatro Vascello.

Il 6 marzo la tournée proseguirà a Varzo, al Teatro Alveare.
Il 28 marzo farà tappa a Catanzaro, al Teatro Politeama Mario Foglietti.

L’8 aprile sarà a Maranello, all’Auditorium Ferrari.
Il 16 aprile arriverà a San Giovanni Valdarno, al Teatro Bucci.

Il 29 aprile chiuderà il calendario a Montalto delle Marche.
Lì andrà in scena al Teatro della Fiaba e della Poesia.

Orari, prezzi e informazioni per il Teatro Carcano di Milano

Al Teatro Carcano le repliche milanesi saranno tre.
Il 16 gennaio lo spettacolo inizierà alle 19.30.

Il 17 gennaio l’orario di inizio sarà alle 20.30.
Il 18 gennaio la recita pomeridiana partirà alle 16.30.

I biglietti interi in poltronissima costano 38 euro.
Il posto in poltrona o in balconata ha un prezzo intero di 30 euro.

Il Teatro Carcano si trova in corso di Porta Romana 63, a Milano.
Altre informazioni sono disponibili all’indirizzo [email protected] e sul sito ufficiale www.teatrocarcano.com.

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