Il grande cinema documentario torna protagonista sul piccolo schermo. Gli appassionati di cultura e fotografia troveranno un appuntamento imperdibile nel palinsesto televisivo della serata. La storia del nostro Paese si svela infatti attraverso l’obiettivo di uno dei suoi più grandi narratori visivi.
Un viaggio lungo sessant’anni di storia italiana
Il palinsesto della prima serata offre un’occasione unica per riscoprire l’Italia del dopoguerra e dei decenni successivi. Stasera in TV, precisamente alle 23.25 su Rai 5, va in onda il documentario “Il ragazzo con la Leica”. La pellicola vanta la regia di Daniele Cini ed è prodotta da Claudia Pampinella per Talpa Produzioni. Il progetto nasce inoltre in collaborazione con Rai Cultura e con il sostegno del MiC.
Questa opera cinematografica ripercorre ben sei decenni di storia italiana. Lo fa attraverso lo sguardo unico di Gianni Berengo Gardin. Il racconto segue la stesura della sua autobiografia. Il libro è stato scritto insieme alla figlia Susanna Berengo Gardin nel 2020. Quell’anno il fotografo ha festeggiato il traguardo dei 90 anni.
Testimonianze illustri e reportage sociali
Nel corso del documentario intervengono grandi amici e testimoni del suo tempo. Personaggi come l’architetto Renzo Piano arricchiscono il profilo dell’artista. Anche il fotografo Ferdinando Scianna e l’editore Roberto Koch offrono preziosi contributi.
Il film si trasforma così nel racconto di un viaggio speciale in Italia. Questo cammino è stato purtroppo interrotto dall’emergenza sanitaria. Tuttavia, padre e figlia riescono a ricostruire la genesi degli scatti migliori. I protagonisti tornano nei luoghi esatti in cui le immagini furono catturate.
La narrazione si concentra anche sul rapporto personale tra padre e figlia. Emergono conflitti, disvelamenti e un profondo incontro umano. Lo spettatore può rivivere le emozioni delle immagini in bianco e nero. Queste foto riproducono i mutamenti del contesto sociale italiano. Sul sito di Rai Cultura sono presenti ulteriori approfondimenti sui registi italiani. Per scoprire altri progetti simili, potete leggere le nostre recensioni cinematografiche dedicate ai migliori documentari d’autore.
Dagli esordi a Venezia fino alle grandi battaglie civili
La carriera di Berengo Gardin spazia tra tappe fondamentali della nostra cultura. Si parte dai primi scatti realizzati a Venezia e Parigi negli anni ’50. Successivamente l’autore collabora con la rivista Il Mondo di Pannunzio e con il Touring Club Italiano.
Notevole è anche il lavoro svolto con l’azienda Olivetti. Alla fine degli anni ’60 iniziano i reportage sociali. Spiccano le foto dei migranti alla Stazione Centrale di Milano. Molto intenso è il lavoro sui manicomi con lo psichiatra Franco Basaglia. Potete consultare la nostra sezione sulla storia della fotografia per comprendere l’impatto di queste immagini.
Negli anni ’70 l’artista lavora a Luzzara insieme a Cesare Zavattini. Gli anni ’80 segnano invece il sodalizio con Renzo Piano nei suoi cantieri nel mondo. Segue il progetto dell’Italia fotografata dal treno. Negli anni ’90 nasce il celebre lavoro sulla comunità dei nomadi. Nei primi anni Duemila l’attenzione si sposta sulle risaie del Vercellese. Infine, gli anni ’10 vedono la sua ultima grande battaglia civile. Il fotografo torna a Venezia contro le Grandi Navi. Per rimanere aggiornati sui programmi culturali visitate le nostre notizie di spettacolo quotidiane.
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