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Recensione: "Quando la scienza dà spettacolo" - Abbandonarsi alla meraviglia

Quando la scienza dà spettacolo.
Breve storia (scientifica) dell’illusionismo
Silvano Fuso, Alex Rusconi
Editore: Carocci
Collana: Le sfere

L’illusionismo, a cui impropriamente si accosta il termine magia, si propone di ingannare dichiaratamente lo spettatore, facendogli apparire come reali eventi e cose che invece non hanno nulla di reale.
Il libro/saggio di Silvani Fuso e Alex Rusconi, “Quando la scienza da’ spettacolo” è un viaggio nella storia (scientifica) di questa affascinante disciplina.
Per viaggio intendo una narrazione che non riguarda solo la storia dell’illusionismo, ma approfondisce le sue tante sfaccettature: il suo legame speculare con la scienza, la fisica, la neuro scienza, la cialtroneria e tutto quanto è fiorito come naturale conseguenza della sua capacità di stupire l’uomo.

In ogni riga, ben scritta, del libro è evidente la passione degli autori per questa disciplina.
Ed è questo fuoco sacro che traspare a rendere indubbiamente il testo molto accattivante.
Accattivante è anche la correlazione, che gli autori sottolineano, tra scienza e magia, quella che essi stessi definiscono: un “solido matrimonio che si salva solo grazie all’uso della menzogna”.
I prestigiatori infatti hanno la capacità di manipolare processi cognitivi mediante l’uso sapiente di tecniche di fisica, chimica o matematica o di mimarne gli effetti.
Del resto, la bellezza dell’illusionismo sta tutta nell’abilità del prestigiatore e non necessariamente nella verità di quanto accade.

A tal proposito Robert Houdin, uno dei prestigiatori più grandi della storia,nel 1859 parlava di onesto inganno e in uno dei suoi testi scriveva : ”È solo l’uomo volgare e mediocre che considera i giochi di prestigio come un’offesa alla sua intelligenza… l’uomo saggio e intelligente assiste allo spettacolo del prestigiatore esclusivamente per godere delle illusioni che egli propone, senza opporre resistenza alla riuscita dei trucchi, ma anzi agevolandone lo svolgimento”.
Un sano atteggiamento quando si è spettatori di giochi di prestigio è dunque proprio quello che ha che fare con l’abbandonarsi alla meraviglia del nuovo e dell’ignoto, alla magia che suscita il corretto imbroglio, porsi come pionieri della curiosità.
In fondo anche il teatro o il cinema, che sono delle forme di spettacolo ci meravigliano attraverso un consapevole inganno.
Gli attori quando recitano, fingono di essere chi non sono.
Ma questo non ci impedisce, da spettatori, di immedesimarci nei personaggi, abbandonare la razionalità e sognare, alienandoci da una realtà che spesso ci comprime con il suo peso fatto di obblighi e problemi e permettendoci di sublimarla, accantonandola per il tempo dello spettacolo.

Nella ricerca scientifica stessa, non sono sempre i dati empirici a dare il risultato, ma l’idea creativa alla base della ricerca, la capacità di vedere quello che spesso i dati ci dicono in un modo indiretto rispetto ai grafici e a quanto ci aspetteremmo di vedere.
L’esperienza di Fleming nella scoperta casuale della penicillina, come elemento di “disturbo di un esperimento”, conforta questa tesi.
È il superamento della realtà l’elemento che ci permette di andare sempre oltre i nostri limiti cognitivi, in ogni disciplina.
È tutto può meravigliarci se l’intenzione in questo approccio ha un fine nobile.

Diverso è il caso di cialtroni, che alterano la realtà o dei processi per lucro o fama e intendono raggirare gli altri.
Lo stesso Houdini, il più famoso prestigiatore di tutti i tempi, è stato impegnato in un’ardua battaglia contro i millantatori e in difesa della razionalità contro medium e spiritisti.
Houdini difendeva l’abilità onesta, lo spirito stesso dell’illusionismo, rispettando spettatori e colleghi e donando una grande dignità al loro ruolo.
In ogni forma di spettacolo infatti l’unico aspetto che davvero conta è la generosità di chi lo mette in pratica.
Perché la magia dello spettacolo è sempre quella che si riesce ad evocare nello spettatore senza che egli se ne renda conto.

Alex Rusconi, attratto sin da tenera età dal mondo dell’illusionismo, diventa un prestigiatore professionista ne 2002. Appassionandosi alla storia di queste arti comincia ad accumulare materiale inerente ad esse, tanto da diventare in breve tempo, di fatto, uno storico dell’illusionismo e della prestigiazione.

Silvano Fuso, docente di chimica, si occupa di didattica e divulgazione scientifica. È socio effettivo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze). È membro del Consiglio Scientifico del Festival della Scienza di Genova. È membro del Comitato di Redazione di La Chimica nella Scuola (CnS) (organo della Divisione Didattica della Società Chimica Italiana).

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