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Stasera in tv “Pink Floyd: The Story Of Wish You Were Here”

L’omaggio a Syd Barrett

Stasera in tv "Pink Floyd: The Story Of Wish You Were Here"

David Gilmour, Nick Mason e Roger Waters ricordano con passione e affetto il personaggio di Syd Barrett, membro fondatore del gruppo, presto costretto all’isolamento da gravi problemi psichici in “Pink Floyd: The Story of Wish You Were Here“, in onda martedì 26 marzo alle 23.15 su Rai 5. La sua genialità e il suo talento innovativo sono il motivo scatenante di questo album, in cui i vecchi compagni desiderano, come recita il titolo, che Syd fosse ancora a loro fianco per condividere la storia dei Pink Floyd.

Molti si sono chiesti di quale malattia realmente soffrisse Barrett. Sono state avanzate le ipotesi della schizofrenia del disturbo bipolare e della sindrome di Asperger senza che la sua patologia fosse mai chiarita del tutto. L’uso di droghe psicotrope da parte di Barrett, negli anni sessanta, è ampiamente documentato. In parecchi ritengono che le droghe siano state il fattore scatenante della sua follia.

«Di certo l’acido ha avuto qualcosa a che fare con tutto ciò, ma non sappiamo se sia stato l’acido ad accelerare il processo che avveniva nel suo cervello, oppure se ne sia stata la causa. Nessuno lo sa. Io sono sicuro che le droghe un effetto l’hanno avuto.]»

(Richard Wright)

Ben documentate sono anche le sue “performance” sul palco e fuori. Per June Bolan, i campanelli d’allarme iniziarono quando Syd tenne prigioniera in camera la sua ragazza per tre giorni, lasciando occasionalmente scivolare sotto la porta una porzione di biscotti. Secondo il critico Jonathan Meades, in un’occasione fu compiuto un atto di crudeltà verso Barrett, da parte dei roadies. Secondo il racconto, smentito da Storm Thorgerson, «Raggiunsi l’appartamento [di Barrett] per vedere Harry, e sentii questo gran fracasso, come tubi del riscaldamento che vibrano. Io dissi “Cosa sta succedendo?”

Un appuntamento atteso assolutamente da non perdere. Anche su Raiplay.

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