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Stasera in tv “a.C.d.C.” e le apocalissi del passato

Dalla fine dell’Impero Accadico alla distruzione di Sodoma

Stasera in tv "a.C.d.C." e le apocalissi del passato
Intorno al 1200 a.C. tutti i grandi regni dell’età del bronzo subiscono una crisi profonda: la civiltà micenea, l’impero Ittita, l’Egitto dei faraoni vengono travolti da una serie di catastrofi naturali e dalla migrazione dei misteriosi “popoli del mare”.

Pagine di storia antica rilette dal professor Alessandro Barbero in “Apocalissi del passato”, in onda giovedì 13 giugno alle 21.10 su Rai Storia per “a.C.d.C.”.

Le tavolette d’argilla incise con caratteri cuneiformi rinvenute nell’antica città di Ugarit forniscono importanti testimonianze sul collasso delle civiltà del Mediterraneo orientale.

A seguire, alle 22.10, uno dei più grandi misteri dell’archeologia: la distruzione e la scomparsa della città greca di Helike, sommersa dalle onde nel 373 avanti Cristo. Quella di Helike, una città di cui non si conosce neppure l’esatta posizione, fu una catastrofe di tali dimensioni da apparire sovrannaturale, provocata – secondo il mito – dall’ira del dio Poseidone.

L’uso trova la sua origine nel titolo dato al Libro dell’Apocalisse di Giovanni (detto anche Libro della Rivelazione), nel Nuovo Testamento; il titolo proviene dalle parole di apertura del libro apōkalýpsis Iesōû kristōû(Άπōκάλυψις Ίησōῦ Χριστōῦ, Rivelazione di Gesù Cristo) in cui il termine “rivelazione” è usato solo per descrivere i contenuti del libro stesso, e non come designazione letteraria. Il nome Apocalisse venne attribuito a scritture dello stesso genere, molte delle quali apparvero in quel periodo.

A partire dal II secolo il nome venne usato per libri, sia cristiani che ebraici, che mostrano gli stessi tratti caratteristici. Oltre all’Apocalisse di Giovanni (chiamata così da alcuni dei primi Padri della Chiesa cristiana), il Canone muratoriano, Clemente di Alessandria ed altri menzionano una Apocalisse di Pietro. Vengono inoltre ricordate apocalissi di Adamo e di Abramo nonché di Elia. L’uso del termine greco per definire opere appartenenti ad una classe letteraria è di origine cristiana.

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