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Recensione: “Arte italiana, mille anni di storia” – Un viaggio che non può dirsi concluso

Recensione: "Arte italiana, mille anni di storia" - Un viaggio che non può dirsi concluso Recensione: "Arte italiana, mille anni di storia" - Un viaggio che non può dirsi conclusoArte italiana, mille anni di storia
di Antonio Paolucci
Giunti Editore

L’affascinante storia di un popolo in continua metamorfosi attraverso le immagini, il sentire e la storia dell’arte.
Cosa è il sentire di un popolo? Se è possibile condividere la celebre affermazione di Benedetto Croce, e quindi esso è «la sua storia, tutta la sua storia, nient’altro che la sua storia», il “sentire” di un popolo non è dato una volta per tutte, ma è in costante mutamento, in continua formazione.

L’idea di nazione italiana, per come noi la intendiamo oggi, si è formata relativamente tardi, sulla scorta di un mito, un’idealizzazione, più che altro letteraria, che vedeva in Dante e in Petrarca i suoi più celebri epigoni.

Il Ritratto ideale di donna di Sandro Botticelli in copertina, sintetizza forse visivamente il concetto di una idealizzazione del “sentire italico”. In realtà come dice lo stesso Paolucci nelle prime righe, “l’Italia moderna moderna nasce fin dalle origini, sotto il segno della pluralità e della diversità (…) più che di Italia è giusto parlare di Italie: realtà geografiche fra di loro considerevolmente diverse per status politico, ma anche per lingua, per assetti sociali ed economici, per tradizioni culturali, per autonome storie arttistiche”.

Dato storico comune per l’origine dell’arte nazionale è la presenza incombente della classicità, le memorie dell’antico erano presenti ovunque, l’Italia delle origini guarda a tali memorie come sorgente della civiltà, ma il nuovo, nascerà soltanto dalla rielaborazione in forme autoctone della tradizione classica romana.

L’arte romana era caratterizzata da una relazione molto profonda tra politica ed arte. Diversamente dall’arte greca, poneva al centro dell´attenzione valori laici, essa portò tre grandi innovazioni: il ritratto, la paesaggistica e la pittura storica, il tutto al servizio dei cesari. Con il riconoscimento e la propagazione della religione cristiana si assistette a un profondo cambiamento: l’arte fu messa al servizio della chiesa il che influenzò considerevolmente l´arte italiana e quella europea durante i secoli a seguire.

Dopo la caduta dell´Impero Romano, le città stato italiane si svilupparono in centri autonomi sia nell´ambito dell´arte sia nell´ambito della politica e riuscirono perfettamente a legare il passato glorioso al loro presente. L´arte romanica e quella gotica si ispirarono maggiormente alla natura finché il Rinascimento con la sua rivalutazione dell´antichità non conquistò ideologicamente tutta l´Italia.

il Rinascimento italiano portò a un´ulteriore fioritura e caratterizzazione dell´arte italiana.

Giotto e Michelangelo, Leonardo da Vinci e Raffaello sono solo alcuni dei grandi maestri raccontati tra le pagine del libro: figure, e naturalmente capolavori artistici, che emergono dalla narrazione cronologica di azioni e reazioni, sviluppi storici e movimenti, concatenati magistralmente gli uni agli altri e accompagnati da una selezione accuratissima di suggestioni visive, perchè la storia dell’arte è soprattutto la storia delle immagini, un’esperienza dello sguardo e dello spirito.

Con l´espansione del protestantismo la chiesa cattolica iniziò a usare l´arte per fortificare la fede in Dio, il Barocco può essere anche visto come uno strumento di propagazione con cui la chiesa cercò di far risaltare la propria importanza. Bernini, Borromini, i Carracci, Caravaggio, sono solo i nomi più “famosi”.

Scultori, pittori, architetti e artisti italiani dominarono il quadro artistico in tutta l´Europa per 400 anni e avviarono sempre nuove epoche grazie alle loro innovazioni artistiche. Questo dominio ebbe un arresto con la nascita del nazionalismo e l´unità dell´Italia. Verso la fine del XIX secolo e nel XX secolo alcuni artisti italiani ripresero a cogliere l´attenzione del mondo artistico con le loro opere appartenenti al Futurismo e alla Pittura metafisica.

La ricca narrazione degli intensi mille anni di storia, cerca un’esposizione fresca e lungi dall’essere accademica per arrivare a un pubblico eterogeneo. Le luci si accendono sui vari fenomeni artistici, sui loro intrecci e sul loro evolversi, come fosse un romanzo.

Un libro per tutti, non solo per gli appassionati d’arte, un libro che fa chiarezza sulle origini composite e multiformi del “sentire” italiano. Prezioso in tal senso.
Il lettore è accompagnato con cura nel viaggio della comprensione del linguaggio artistico e nel formarsi di una corrente “italiana” dell’arte.
Il viaggio non si esaurisce con i grandi maestri del passato, ma prosegue ponendo l’accento sul nuovo e su quanto tuttora porta il marchio “made in italy” nell’arte: gli edifici progettati da Renzo Piano, il grattacielo Pirelli di Gio Ponti e il “dito medio” di Maurizio Cattelan a Milano sono solo alcune delle ultime tappe e immagini di questa lunga e suggestiva avventura.

Viaggio che non può dirsi concluso ma che ci esorta a partire verso nuove destinazioni per accedere  a nuove innumerevoli meraviglie.

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