Recensione: “Religione e ribellione” – L’uomo vivo si salva da solo

Recensione: "Religione e ribellione" - L’uomo vivo si salva da soloReligione e ribellione
di Colin Wilson
Carbonio editore
Collana Zolle
Traduzione Nicola Manuppelli

Religione e ribellione di Colin Wilson è un esteso saggio argomentativo che sgorga come un fiume in piena dal suo precedente romanzo, Outsider, pubblicato nel 1956.
Wilson esordisce con una introduzione retrospettiva e personale e suddivide poi il testo in due corpose sezioni: in una analizza le cause del declino della civiltà occidentale, nell’altra esamina vite e percorsi intellettuali di alcuni poeti, scrittori e filosofi da lui ritenuti visionari.
Non è un caso che tutti questi grandi e tormentati individui, abbiano elaborato versi, teorie o scritti fermamente contrapposti alla dottrina religiosa e molti di loro siano stati osteggiati o addirittura scomunicati dalla Chiesa Cattolica.

Wilson imputa alla Religione cattolica, insieme al pensiero scientifico e materialista, il declino del libero pensiero dell’Occidente; in particolare contesta e biasima la deriva apportata da San Paolo al pensiero di Gesù.
Il fondatore della Chiesa Cattolica, che si discostò quindi dalla matrice spirituale originaria, racchiuse e minimizzò tutto il potenziale della dottrina di Cristo nel concetto di Espiazione Vicaria: l’uomo che adempie ai suoi doveri cristiani imposti, riceve la salvezza e sfugge al Giudizio Universale.

Il pensiero carismatico di Gesù Cristo, che non aveva a che fare né con i miracoli, né con il concetto di salvezza o giudizio Universale, conferiva invece all’uomo, secondo Wilson, la capacità di cercare e trovare Dio dentro di sé e di aspirare a diventare egli stesso Dio; un nobile concetto che tra l’altro accomuna cristianesimo, psicologia e buddismo e restituisce dignità e potere spirituale a ogni singolo individuo.
L’uomo, che guardando dentro di sé, diventa capace di trascendere la realtà scientifica e le proprie necessità materialistiche, esprime il proprio potenziale di elevazione spirituale e diventa egli stesso Dio.
L’uomo consapevole diventa vivo.

L’uomo vivo si muove alla ricerca dell’eroico, non si accontenta di una punizione o di un paradiso creati ad arte, non si rabbonisce; sente fortemente il desiderio di vivere la propria esistenza come reale partecipante e non come spettatore.
L’uomo vivo, l’Outsider, si ribella alla mera logica della ragione e alla deriva salvifica della Religione.

L’uomo vivo si salva da solo, attraverso l’intuizione e l’immaginazione, esprimendo se stesso e le proprie profonde inclinazioni.
Per Wilson dunque, l’esistenzialismo, che si disvela mediante questi concetti, è l’unica religione possibile.
L’Outsider tanto caro a Wilson, evocato disperatamente in questo testo, al cui appellativo è evidente che egli stesso aspiri, è ritenuto l’unico possibile salvatore del declino culturale dell’Occidente.

Il saggio è veramente denso, i riferimenti agli autori e le citazioni continue e pressanti, con insight appassionanti e illuminanti; potrebbe a una lettura affrettata apparire caotico e delirante, ma il generoso Wilson si prodiga nel riacciuffarci mediante delle brevi sintesi riepilogative a fine capitolo e ci dona la certezza di aver compreso.

Leggere e comprendere un testo simile ci illumina e ci scalda perché, costringendoci a guardarci dentro, ci conduce verso riflessioni e pensieri elevati e ci consente di scovare nel profondo di noi, quel fuoco Outsider che ci fa immaginare la possibilità di essere i protagonisti della nostra svolta esistenziale.

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