Recensione: “Voglio mangiare il tuo pancreas”, la vita, la morte e l’amicizia

Al cinema solo il 21-22-23 gennaio 2019

Haruki Shiga è un timido studente delle superiori e il suo carattere non potrebbe essere più opposto di quello di Sakura Yamauchi, una sua compagna di classe, apparentemente sempre allegra e piena di vita. Un giorno però il ragazzo ritrova casualmente in un ospedale il diario segreto di Sakura che lei aveva perduto e leggendolo scopre una terribile verità: la ragazza ha una malattia terminale al pancreas che la porterà alla morte in breve tempo. Il ragazzo diviene così custode del segreto di Sakura e decide di passare sempre più tempo con lei per i giorni che ancora le rimangono.

Haruki non è esattamente un  Hikikomori, uno dei ragazzi giapponesi che decidono di chiudersi in casa per fuggire dalla pressione del mondo esterno, ma sicuramente la sua chiusura in un mondo di fantasia garantito dai suoi inseparabili libri lo rende talmente chiuso ed introverso da rasentare il sociopatico. “Agli antipodi”, come converranno loro stessi, di Sakura, che fa del suo essere spontanea ed estroversa il suo punto di forza e di affermazione sociale.

Una apparente casualità, in realtà un percorso di scelte in piena tradizione filosofica orientale, fa sì che i due si incontrino e possa cominciare un percorso di scambio reciproco: Sakura conoscerà l’importanza della riflessione e del pensiero profondo, Haruki le basi per un rapporto “normale”, seppur minimale con gli altri e il valore dell’amicizia. Sakura e Haruki, ciliegio e primavera, legati già dai rispettivi nomi, sapranno completarsi a vicenda pur nella consapevolezza di non poter fare programmi a lungo termine.

In mezzo ci sono i grandi temi, alla portata del teenager medio: la vita e la morte, i legami di amicizia, la fiducia, il rapporto con il proprio corpo e la propria sessualità.
Voglio mangiare il tuo pancreas è un teen movie impreziosito da una narrazione sentimentale ma mai stucchevole, profondo senza risultare serioso, mai didascalico e anzi di mano lieve.

Voglio mangiare il tuo pancreas non piacerà solo agli appassionati di anime, ma sicuramente quello è il pubblico di riferimento. Per tutti gli altri c’è una piccola barriera all’entrata da superare, ovvero un approccio estremamente orientale, che richiede pazienza e impegno per far sì che il meccanismo di coinvolgimento si metta in moto. Un lavoro di concentrazione che però sarà ripagato da un film capace di sorprendere per il suo essere “adulto” rimanendo un racconto di e per gli adolescenti.

Rispondi