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Il QUARTETTO WERTHER ai Giardini della Filarmonica: Premio Abbiati nel 2020

Il QUARTETTO WERTHER ai Giardini della Filarmonica: Premio Abbiati nel 2020Giovane formazione per quartetto con pianoforte nata nel 2016, Misia Iannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Vladimir Bogdanović (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte) sono i componenti del Quartetto Werther, un gradito ritorno per I Giardini della Filarmonica mercoledì 16 settembre in concerto alla Sala Casella (ore 20.45). La Filarmonica aveva ‘scommesso’ sul Werther quando era ancora una formazione emergente, ed è lieta di ospitarlo di nuovo proprio nell’anno in cui arriva un prezioso e prestigioso riconoscimento, quello dell’Associazione nazionale dei Critici musicali italiani che ha conferito al Quartetto il Premio “Piero Farulli” nell’ambito della XXXIX edizione del Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati”, premio che conferma il Werther fra le nuove e più interessanti realtà musicali in Italia.

I quattro musicisti tornano dunque alla Filarmonica con un interessante programma che si concentra su due quartetti: il Terzo Quartetto per pianoforte op. 60 di Johannes Brahms e il Piano Quartet dell’americano Aaron Copland. Il lavoro di Brahms è il frutto di una tormentata gestazione durata vent’anni, concepito nel 1855, abbandonato per 17 anni e ripreso per essere concluso nel 1875, evidenza un carattere drammatico e dal forte romanticismo appassionato, espressione dei tormenti di Brahms in quegli anni. Il Piano Quartet di Copland è stato composto nel 1950 e segue le regole della composizione seriale, utilizzando cioè tutte le 12 note della scala cromatica. Comporre con questo metodo dava a Copland “un senso di libertà”, come lui stesso ebbe a dire, “è come guardare una immagine da un punto di vista differente”. Ma è anche vero che Copland non seguì esclusivamente questo metodo; venne stimolato anche dall’armonia tonale, che rese questo Piano Quartet un originale e riuscitissimo connubio di metodi compositivi diversi, fra contemporaneità e classicismo, senza disdegnare citazioni provenienti dalla musica jazz di quegli anni.

La giornata si apre alle ore 19 (Sala Casella) con il recital del pianista ventitreenne Rafael Soler, proveniente da Valencia, fra i vincitori del contest lanciato dalla Filarmonica durante il lockdown. Grazie a una borsa di studio Erasmus, Soler sta completando la sua formazione al Conservatorio di Livorno con Giovanni Nesi, in contemporanea al Corso di interpretazione in pianoforte al Conservatorio superiore di musica di Valencia. Nato e cresciuto in una famiglia di musicisti, ha iniziato a suonare il pianoforte per il piacere di accompagnare la sorella violista. A vent’anni, diviso fra gli studi universitari in ingegneria energetica e il pianoforte, decide di dedicarsi completamente a quest’ultimo. Il suo debutto a Roma sarà con la musica di Brahms, Chopin e Granados.

 

LA SETTIMANA PROSEGUE CON …

Giovedì 17 settembre un omaggio affettuoso celebra gli 80 anni di Marcello Panni, festeggiato come compositore, direttore d’orchestra e animatore musicale, tra i protagonisti della vita dell’Accademia Filarmonica degli ultimi 50 anni. Un’intera giornata sarà dedicata alla sua musica, eseguita dall’ensemble Sentieri selvaggi sotto la direzione di Carlo Boccadoro: ascolteremo alcuni suoi lavori cameristici nel concerto delle ore 19 in Sala Casella (musica di Panni e Milhaud) e nei Giardini (ore 20.45) la Grande Suite dall’opera Garibaldi en Sicile, con la partecipazione straordinaria di Elio De Capitani voce recitante. La Suite – di cui Panni firma anche il libretto – è composta da 7 brani, accompagnati dalla lettura di testi sull’Eroe dei Due mondi tratti fra gli altri da George Sand, da Dumas padre e da alcuni passaggi del celebre discorso pronunciato da Hugo a Jersey durante una conferenza per la raccolta fondi a favore dei Mille nel maggio 1860. Viene citata la corrispondenza segreta di Cavour, oltre a proclami e inni dell’epopea garibaldina.

Gradito ritorno è quello dell’ensemble di Germano Mazzocchetti poliedrico compositore, dedito alla musica per il teatro, la commedia musicale, il cinema e la televisione, oltre che rinomato virtuoso della fisarmonica. Venerdì 18 settembre (Giardini ore 20.45) il concerto dal titolo La tela bianca presenta sue musiche (tra cui quella che dà il titolo al concerto), con alcune novità, fra sonorità popolari e mediterranee, unite a citazioni jazzistiche e rimandi alla tradizione colta. La giornata si apre alle ore 19 (Sala Casella) con il concerto della giovane pianista salentina Sara Metafune, una delle sei vincitrici del contest che la Filarmonica ha lanciato su facebook durante il lockdown. In programma musica di Brahms, Granados, Ravel.

La voce di Raffaella Misiti sarà protagonista dell’omaggio a Nino Rota nel centenario felliniano sabato 19 settembre (Giardini ore 20.45). “Un’insopportabile perfezione” era la definizione che Fellini dava della musica di Rota ed è il titolo scelto per questa serata. Fellini ha diretto una serie impressionante di capolavori cinematografici, un intero ritratto dell’Italia, e quel ritratto ha il suono della musica di Nino Rota che la Misiti interpreterà accompagnata da Gennaro Desiderio (violino), Aldo Perris (contrabbasso), Pino Perris (pianoforte). La serata è preceduta dal concerto in Sala Casella alle ore 19 del violoncellista Francesco Stefanelli primo premio della giuria del contest facebook della Filarmonica. Classe 1999, nato a San Marino, è attualmente allievo di Giovanni Sollima ai Corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, vincitore del secondo premio al Krzysztof Penderecki Cello Competition di Cracovia nel 2018 e della borsa di studio della Filarmonica della Scala quale miglior giovane violoncellista italiano. Il suo programma si concentra sulla musica di Dall’Abaco, Penderecki e Bach.

Non si tralascia il pubblico dei più piccoli con le loro famiglie: domenica 20 settembre (Sala Casella ore 11.30) in programma L’uomo che piantava gli alberi un racconto in musica e immagini, che prende spunto dall’omonimo racconto ecologista dello scrittore francese Jean Giono (1895–1970), arricchitosi dei disegni di Tullio Pericoli che ha commentato con la sua instancabile matita il procedere della storia, e la musica di Andrea Basevi. La musica, per quartetto d’archi, segue il racconto tentando di tradurre in emozioni sonore sia la scrittura di Giono sia la matita di Pericoli creando immagini che respirano la stessa pace e lo stesso spirito del protagonista del racconto. Ne saranno interpreti i giovani musicisti del Quartetto d’archi della Scuola di Musica di Fiesole, con la voce recitante del loro maestro Edoardo Rosadini. Nel pomeriggio e in serata in Sala Casella due concerti per violoncello solo (ore 19 e 20.45) con i diplomandi del Corso di alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia provenienti dalla classe di Giovanni Sollima.

 

 

I Giardini della Filarmonica sono realizzati in collaborazione con:

Ambasciata dell’India di Roma, SUMMERMELA Festival, Fondazione FIND, ISMEO, Kama Productions, Istituto Giapponese di Cultura, Fondazione Neuhaus, Accademia del belcanto “Rodolfo Celletti” di Martina Franca, Fondazione Paolo Grassi, Conservatorio di musica Santa Cecilia di Roma, Alefba, Operazione Peace Dreaming, Associazione Fabrica, Un mercoledì da lettori.

Infofilarmonicaromana.org, tel. 342 9550100, [email protected]

Biglietti: concerti posto unico 10 euro (più diritto di prevendita).

Si raccomanda la prenotazione e l’acquisto on line su filarmonicaromana.org.

Presso la Sala Casella la biglietteria apre un’ora prima del concerto.

Gli ingressi avverranno rispettando le disposizioni anti Covid.

MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE

SALA CASELLA ore 19

RAFAEL SOLER

 

Rafael Soler pianoforte

vincitore #ContestAFR

 

Johannes Brahms

Sonata n. 3 in fa minore op. 5

 

Fryderyk Chopin

Scherzo n. 3 in do diesis minore op. 39

Enrique Granados

El pelele (Goyesca)

SALA CASELLA ore 20.45

QUARTETTO WERTHER

Misia Iannoni Sebastianini violino

Martina Santarone viola

Vladimir Bogdanović violoncello

Antonino Fiumara pianoforte

Johannes Brahms

Quartetto per pianoforte n. 3

in do minore op. 60

Aaron Copland

Quartet for piano and strings

 

 

 

QUARTETTO WERTHER

Misia Iannoni Sebastianini violino

Martina Santarone viola

Vladimir Bogdanović violoncello

Antonino Fiumara pianoforte

Vincitore del Terzo Premio nella 20esima edizione del Concorso Internazionale di Musica da Camera “Trio di Trieste”, il Quartetto Werther svolge un’intensa attività concertistica esibendosi per prestigiose istituzioni musicali e presso importanti teatri, tra cui: Teatro “La Fenice” di Venezia, Fondazione Perugia Musica Classica, Istituzione Universitaria dei Concerti, Unione Musicale di Torino, Bologna Festival, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Ristori di Verona, Moscow International House of Music, Teatro Sociale di Como, Festival Nei Suoni dei Luoghi del Friuli, Ritratti Festival di Monopoli, Oratorio del Gonfalone, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Festival Liszt di Albano Laziale, Società Umanitaria di Milano, Festival Pontino di Musica, Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro.

Vincitore del “Premio A. Burri” 2019 promosso dal 52esimo Festival delle Nazioni, è inoltre secondo classificato ed unica formazione italiana sul podio ai concorsi internazionali di musica da camera Premio “Boccherini” di Lucca e “Luigi Nono” di Torino ed è stato vincitore assoluto dei Concorsi “Città di Magliano Sabina”, “Riviera Etrusca” di Piombino, “G. Rospigliosi” di Lamporecchio. Formatosi nel 2016 sotto la guida del Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi, dopo aver frequentato il corso di perfezionamento in musica da camera della Scuola di Musica di Fiesole, ha conseguito il master di secondo livello presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma con il massimo dei voti, Lode e Menzione d’Onore. Nel 2018 ha preso parte all’International Chamber Music Campus organizzato dalla Jeunesse Musicale Deutschland partecipando ai corsi del Cuarteto Casals, di Vivian e Donald Weilerstein a seguito dei quali il Quartetto Werther è stato selezionato per entrare nel circuito Le Dimore del Quartetto.

La loro formazione si è inoltre avvalsa dei preziosi consigli ricevuti da Bruno Giuranna, Luc-Marie Aguera e Patrick Jüdt.

L’attività del quartetto è sostenuta dall’Associazione Musica con le Ali.

Nel 2020 gli viene assegnato dall’Associazione nazionale dei Critici musicali italiani il Premio “Piero Farulli” nell’ambito della XXXIX edizione del Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati”.

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