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Oggi in tv appuntamento con “Dorian. L’arte non invecchia”

Mario Sironi

Oggi in tv appuntamento con "Dorian. L'arte non invecchia" Oggi in TV:: Dorian. L'arte non invecchia. Arturo Martini

Un ritratto di Mario Sironi nei diversi aspetti della sua produzione artistica: dalle poesie inedite – lette e commentate da Giorgio Albertazzi e un pubblico di giovani, nello studio televisivo di “Ritratto d’autore” del 1972 – alla realizzazione di opere pittoriche e murali, presentate nel documentario “Grandi Mostre” del 1985, anno di celebrazione del suo centenario. Lo propone “Dorian. L’arte non invecchia”, in onda mercoledì 10 luglio alle 19.25 su Rai 5. Il giornalista Federico Giannini guida nella comprensione dell’evoluzione di questo eclettico e controverso artista che per molto tempo è stato censurato e non riconosciuto per la mai rinnegata adesione al fascismo.
“Dorian. L’arte non invecchia” è prodotto da Rai Cultura e Rai Teche, a cura di Lucrezia Capasso, Marisa Del Monte, Lucilla Paesani, con la regia di Sabrina Salvatorelli.

Sironi, a partire dal 1913, ispirato dall’opera di Boccioni, si avvicina al futurismo, che interpreta però alla luce della sua incessante ricerca volumetrica. Nel 1914 partecipa alla “Libera Esposizione Internazionale Futurista” da Sprovieri a Roma e alla declamazione di Piedigrotta di Cangiullo. Nel 1915 si trasferisce per breve tempo a Milano, dove collabora alla rivista “Gli Avvenimenti” ed entra nel nucleo dirigente del futurismo. Allo scoppio della guerra si arruola nel Battaglione Volontari Ciclisti, di cui fanno parte anche Boccioni, Marinetti, Sant’Elia, Funi, Russolo, e in dicembre firma il manifesto futurista L’orgoglio italiano.

Nel 1916 escono i primi interventi critici sul suo lavoro: il primo è di Boccioni, che definisce i suoi disegni una “manifestazione artistica illustrativa eccezionalmente originale e potente”; il secondo è di Margherita Sarfatti, che sottolinea in lui “un’arte di sintesi e di semplificazione estrema”. Riprende intanto a combattere nel Genio, dopo aver seguito i corsi per Ufficiali Fotoelettrici a Torino e a Padova. È in prima linea fino al 1918, quando viene spostato all’Ufficio Propaganda, dove collabora con Bontempelli alla rivistina di trincea “Il Montello”.

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