Recensione: ”Alchimie Campesinas” – Colture bio e campesinas

Recensione: ”Alchimie Campesinas” - l'estremo bioAlchimie Campesinas
di Franco De Panfilis
Pendragon Editore

Sentendo che era arrivato il tempo della raccolta, mi sono fatto coraggio, consapevole che talvolta non bisogna spremere troppo il cervello: è sufficiente usare il cuore”.

Ed è proprio dal cuore, infatti, che parte il desiderio dell’autore di mettere nero su bianco, Alchimie Campesinas, che non ha una collocazione letteraria ben definita, non appartenendo né a un genere giallo, di guerra, di fantasy o altro ma, a un atto d’amore.

Sì, un atto d’amore per le coltivazioni biologiche e per i campesinas, i caparbi contadini che a costo di sacrifici estremi coltivano la loro terra nelle vette delle Ande peruviane.

L’amore di Franco De Panfilis per l’agricoltura, inizia da bambino coltivando ortaggi abusivamente in un terreno abbandonato fino a quando un mostro, un Caterpillar, glielo distruggerà per costruire abitazioni, lasciandogli un immenso dispiacere nel cuore ma incentivandolo ad andare oltre.

La sua tenacia nella ricerca di fertilizzanti naturali, all’inizio inefficaci, come la comparsa della clorosi e della chalara, un fungo aggressivo che provocava la putrefazione del banano, lo porterà a vittorie ma anche a sofferte sconfitte.

Ma, oltre a queste avversità, sarà anche la diffidenza e l’ostracismo del vecchio continente per i prodotti biologici a osteggiarlo.

Inizia così la sua battaglia sul riconoscimento della patata andina, a cui quella europea assomiglia solo vagamente, ortaggio “banale” ma con grande capacità di adattamento, tanto da essere il primo alimento che la NASA ha coltivato nello spazio, e a cui darà un’anima tanto da farla diventare una protagonista.

Non meno vissuta e combattuta sarà la anche battaglia per il riconoscimento delle banane, delle mele e delle pere.

Un’esposizione così particolareggiata di prodotti alimentari, sapientemente descritta da De Panfilis, tra l’altro laureato in agraria, potrebbe apparire ai non addetti, noiosa e incomprensibile ma è il trasporto con cui tesse le storie di persone legate a tutto questo, che rende la lettura coinvolgente.

Tra queste, la bellissima figura di Doňa Carmen, la sua empatia con Roger, l’esaltazione per Tito che esalta per aver capito l’importanza dell’integrazione e tanti altri ma, soprattutto i suoi campesinas.

Lo stile di De Panfilis è fluido e accattivante, la grafica molto curata con vignette divertenti. Molto originali gli interventi del “grillo parlante” con citazioni che spesso fanno riflettere.

Franco De Panfilis è nato nel 1966 in Argentina. Nel 1989 emigra in Italia e si laurea in Agraria all’Università di Bologna. Esplorando l’emisfero australe, sviluppa il commercio di prodotti agricoli che nascono a quelle latitudini.

ARMIDA TOSI

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