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Stasera Il Concerto finale del Festival dei Due Mondi 2022

Da Barber a Copland

Stasera Il Concerto finale del Festival dei Due Mondi 2022

Il concerto finale del Festival dei Due Mondi di Spoleto del 2022, diretto da Antonio Pappano con Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il soprano Barbara Hannigan: un appuntamento che Rai Cultura ripropone, giovedì 11 luglio alle 21.15 su Rai 5. In programma, Samuel Barber, Knoxville, Summer of 1915 per soprano e orchestra; Aaron Copland, sinfonia n.3. Regia tv di Alessandra De Sanctis.

Fondatore del Festival dei Due Mondi di Spoleto è il maestro compositore Gian Carlo Menotti (scomparso nel 2007), che istituì la manifestazione nel 1958. Dalla metà degli anni novanta e fino al 2007, direttore artistico è stato il figlio adottivo Francis Menotti. Prima di lui si ricordano le direzioni di Romolo Valli e di Raffaello De Banfield. Dal 2007 al 2020 ci fu la direzione artistica del maestro Giorgio Ferrara.

Menotti scelse Spoleto come sede del festival per vari motivi: dimensione di un centro storico raccolto (a misura d’uomo), la presenza dei due teatri all’italiana, la scoperta di un teatro romano e soprattutto la presenza della piazza del Duomo, architettonicamente un teatro all’aperto silenzioso e immutato nel tempo

Gli artisti e personaggi che vi hanno preso parte appartengono al settore della prosa, della lirica, della danza, dell’arte marionettistica, dell’arte oratoria, della musica, del cinema e della pittura. Negli anni ottanta è stata istituita anche la rassegna medico-scientifica Spoletoscienza, ai quali congressi prendono parte scienziati e ricercatori.

Agli inizi del decennio 2000 vanno maturando attriti interni alla gestione finanziaria e amministrativa.

Il 29 giugno 2007 prese il via la cinquantesima edizione del Festival, la prima senza la presenza del fondatore Gian Carlo Menotti, scomparso pochi mesi prima: per l’occasione venne riportata in scena la sua opera Maria Golovin.

Nell’autunno 2007 il ministro dei beni culturali in carica Rutelli, è chiamato in causa a trovare soluzione agli annosi attriti interni della gestione della macchina del festival.

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