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Stasera in tv torna la grande arte con “Formidabile Boccioni”

Il genio del Futurismo

Stasera in tv torna la grande arte con "Formidabile Boccioni"

È il 1927. Umberto Boccioni, l’artista con il quale il Futurismo si era materializzato nella pittura e nella scultura, era morto da nove anni. In un giorno di quell’anno, misteriosamente, Piero da Verona distrugge le sculture di una delle opere più famose: le “Forme uniche della continuità nello spazio”. Solo un raptus di follia? “Formidabile Boccioni” di Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà con la regia di Franco Rado, in onda mercoledì 11 ottobre alle 21.15 su Rai 5 per “Art Night” con Neri Marcorè, cerca di dare una risposta alla domanda, ricostruendo la vita e il percorso artistico di Umberto Boccioni. Il documentario è prodotto da Arte.it Originals in collaborazione con ItsArt e Rai Cultura.

Matt Smith e Anders Rädén da anni lavorano al progetto di ricostruire i capolavori in gesso del genio del Futurismo andati perduti, studiando da vicino le numerose fotografie dell’epoca per carpirne i segreti entrando nella mente creativa dell’artista e – grazie a digital animation e stampa in 3D – i due artisti stanno ottenendo buoni risultati. Sono convinti di riuscire a ricostruire “Forme uniche di continuità nello spazio”, la scultura perduta di Boccioni, in maniera più fedele delle copie in bronzo presenti nei musei del mondo. Ma perché la scultura di Boccioni affascina ancora oggi così tanto il pubblico?

Visionario, geniale, inquieto: l’artista ha rivoluzionato la scultura moderna e ha tradotto la poesia in arte dando forma e materia alla più importante Avanguardia artistica del primo Novecento in Europa, il Futurismo. Scalpitava per sovvertire le regole della pittura e della scultura passatiste e l’incontro con il poeta Filippo Tommaso Marinetti fu decisivo per questo, “liberando” la sua arte e quelle “forme uniche di continuità” così reali da apparire immaginarie. Rivoluzionario, contemplatore, vulcanico. Umberto Boccioni non ha una vera casa, un luogo delle origini, nessuna città gli appartiene.

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