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Stasera in TV: Una serata con l’Orchestra Rai. Un concerto con Michele Mariotti e un doc inedito

Stasera in TV: Una serata con l'Orchestra Rai. Un concerto con Michele Mariotti e un doc ineditoUn concerto tra Schubert e Strauss diretto da Michele Mariotti e un documentario per entrare nella storia di un’orchestra: doppio appuntamento – stasera dalle 21.15 su Rai5 con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Si comincia con il trionfo della malinconia e del disincanto tra Schubert e il tardo-romanticismo di Richard Strauss nel concerto con Michele Mariotti sul podio dell’Orchestra Ri. Insignito del “Premio Abbiati” 2016 come Migliore direttore d’orchestra e sempre più affermato sulla scena internazionale, in apertura di programma Mariotti propone l’Ouverture da Die Zauberharfe (L’arpa magica) D 644, opera-melologo di argomento fantastico concepita da Franz Schubert nel 1820 per il Theater an der Wien. Segue la Sinfonia n. 8 in si minore D 759 detta “Incompiuta”, scritta da Schubert nel 1822 ed eseguita per la prima volta nel 1865, allorché il direttore Johann von Herbeck la riscoprì nella biblioteca di uno degli amici fidati del musicista. Composta di due soli movimenti e di uno Scherzo allo stato di abbozzo – per ragioni mai chiarite che hanno alimentato l’equivoco sulla sua “compiutezza” – la pagina è una delle più squisite espressioni romantiche di tutto il repertorio sinfonico. Chiudono la serata pagine tratte da due capolavori del teatro musicale del primo Novecento come la Danza dei sette veli da Salome e la Suite per orchestra da Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa) op. 59 di Richard Strauss.
A seguire, alle 23.00”, il documentario di Marta Teodoro “Orchestra Rai. Storia di un bene comune”, proposto da Rai Cultura in prima tv.  Attraverso filmati d’archivio e testimonianze di chi – come Cesare Mazzonis, Giorgio Pestelli, Michele dall’Ongaro, Angelo Guglielmi e Gianluigi Gelmetti, insieme ad alcuni professori d’orchestra – ha collaborato alla crescita e al successo delle storiche formazioni sinfoniche della Rai, il documentario ne ripercorre alcune tra le tante strade musicali. Partendo dall’epoca d’oro degli anni ’60 e ’70 che vede la presenza di prestigiosi direttori d’orchestra e solisti di fama internazionale e un repertorio ricco di prime assolute, seguita dagli anni in cui le orchestre entrano nel tessuto cittadino e si aprono alle sperimentazioni e alle contaminazioni, si arriva alla fondazione di un’unica orchestra della Rai, grande e nazionale, quella che ancora oggi si può definire un “bene comune”.

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