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2Days Prog +1: il Festival 2023 parte col botto!

2Days Prog +1: il Festival 2023 parte col botto! 2Days Prog +1: il Festival 2023 parte col botto!Il festival 2Days Prog +1 compie in questo 2023 15 anni di attività.

La misura del successo di un festival, in particolare di uno dedicato al progressive rock, sta nel fatto di diventare un fenomeno di riferimento, affrancandosi dalla dimensione locale. E arrivando nel parcheggio del campo sportivo di Revislate (NO), che per ragioni di capienza ha sostitutito da qualche anno la piazzetta di Veruno, l’occhio cade inevitabilmente sulle tante vetture con targa francese, svizzera e non solo. La manifestazione è cresciuta e tanto.

Da due anni il festival non è più a ingresso gratuito (inrendiamoci, il prezzo del biglietto è 4 Euro per un giorno e 10 Euro per le tre giornate, prezzi più che popolari) e questo testimonia una certa coscienza dei propri mezzi. Per la comunità di Revislate è un evento importante, al punto che sono moltissimi i residenti di ogni età coinvolti nell’organizzazione e nell’ampio spazio ristorazione che accompagna 2Days Prog +1.

La prima giornata, quella del venerdì, è da sempre stata quella “di riscaldamento”, con una partecipazione del pubblico più limitata. Non è stato il caso di questa edizione 2023, nella quale ben presto la platea si è animata di numerosissimi appassionati, che hanno accolto la prima band, i toscani La cruna del Lago. Non è mai facile esibirsi al pomeriggio, quando non si ha l’ausilio, talvolta determinante, delle luci e del loro contributo allo spettacolo, ma il gruppo se l’è cavata piuttosto bene.

2Days Prog +1: il Festival 2023 parte col botto! 2Days Prog +1: il Festival 2023 parte col botto!A seguire è stato il turno degli Abel Ganz, band scozzese che ha alternato brani squisitamente prog ad altri di gusto più pop, per i quali il frontman Mick MacFarlane si sente in dovere di chiedere quasi scusa al pubblico. Le vicende turbolente della band, che ha subito numerosi rimescolamenti negli anni, si riflette su una performance sul palco non esaltante dal punto di vista della presenza scenica, mentre a livello tecnico sono poche le sbavature.

In un crescendo esaltante, i primi a esibirsi in serata sono gli O.r.k., gruppo che sfuma il prog nel metal e vanta una formazione di tutto rispetto: il cantante e tastierista Lorenzo Esposito Fornasari (conosciuto come Lef e per diversi progetti e collaborazioni), il chitarrista Carmelo Pipitone (Marta sui tubi), il batterista Pat Mastelotto (King Crimson, Stick men), qui sostituito dalla perfetta Michaela Naydenova  e il basso di Colin Edwin (ex Porcupine Tree). Grande energia, complicità con il pubblico anche grazie alla presenza dei due italiani e atmosfera di assoluto livello.

In continuità l’ultima esibizione, con il progressive metal dei Pain of Salvation, svedesi già protagonisti a Veruno nel 2012, capaci di ritmi indiavolati e grande protagonismo sul palco. Il pubblico in piedi ha galvanizzato Daniel Gildenlöw e gli altri, che hanno offerto una performance ad alto tasso energetico, lasciandosi coinvolgere al punto da offrire una scaletta estesa, molto apprezzata dalla platea. A proposito di scaletta, non siamo sicuri che In the Passing Light of Day sia stata una buona scelta come chiusura: ottimo brano, indiscutibilmente, ma che forse ha abbassato un po’ il ritmo al momento meno opportuno.

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