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A teatro “IL TITOLO? Non me lo ricordo. Memorie di una memoria”

La memoria riempie il bagaglio di esperienze che l’essere umano porta con sé e che lo ha fatto divenire, nel bene o nel male, la persona che è.

Se si mettesero in fila i propri ricordi, ecco che ci si troverebbe avvolti nelle trame di un racconto, perché la vita di ognuno è una storia da narrare.

M è la voce di questo assolo, una Memoria un po’ ballerina alle prese con dei vuoti, “di memoria s’intende”, che causano non pochi problemi alla persona a cui appartiene: un attore!

La scena non prevede solo il palco, ma l’intero teatro.

Dall’entrata in scena M dichiara che lo spettacolo sta per prendere corpo e, mentre lo fa, questo è già iniziato.

L’idea è di creare una regia dinamica, basata sul fatto che M è smemorata e dunque il pubblico non sa effettivamente cosa lei ricordi, cosa abbia dimenticato e cosa si stia inventando.

In questa giostra di tempi e controtempi, la temperatura emotiva percorrerà un proprio binario per raggiungere la catarsi nel finale.

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