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Firenze suona contest – Finale 8 giugno, Firenze

Firenze suona contest – Finale 8 giugno, Firenze Firenze suona contest – Finale 8 giugno, FirenzeFIRENZE SUONA CONTEST
Finale 8 giugno, Firenze

Sabato 8 giugno si è tenuto il gran finale della quarta edizione del Firenze Suona Contest, la sfida musicale promossa dall’omonima associazione e che, per l’ultima data, ha visto emergere 6 progetti sui quasi 200 proposte iniziali e una presenza femminile più marcata rispetto agli anni precedenti. Rimangono invariati i premi come le aperture dei concerti dei Modena City Ramblers e della Bandabardò, passaggi radiofonici su Radio Toscana, concerti sui palchi della Toscana, produzioni negli studi di registrazione Larione10, promotore anche del premio per il miglior progetto femminile, e Dpot, a cui si aggiungono il premio per il miglior testo del Mulino del Ronzone, il premio per il miglior arrangiamento del centro musicale Play Loud!. Il Caffè Letterario Le Murate di Firenze accoglie gli spettatori e la rigorosa giuria capitanata dall’ex Litfiba Federico “Ghigo” Renzulli per questo rush finale presentato sempre dalle cantanti Sabrina Ancarola e Ginevra Marchesi, che confermano la loro bravura di presentatrici nell’impeccabile gestione di interviste e cambi palco.

Come nella semifinale, l’apertura è affidata al dream pop dei Not My Value che coinvolge il pubblico in un’atmosfera sintetica e onirica. Abili nelle dinamiche sonore, il duo riesce a fondere gli strumenti con le sonorità digitali creando quella dinamicità che dona a ogni brano una forte identità. La loro esibizione è seguita da quello del progetto Le Franco, un gruppo quasi tutto al femminile che diverte il pubblico con testi divertenti e scanzonati eseguiti con abilità tecnica e passione, la stessa che caratterizza anche gli Smitch in Blue Ray esplosivi sul palco in una fusione di rock, rap e psycho-funk. Nella loro energia riescono a fondere intimità e impegno sociale, superano le categorie trasversali rendendo il loro progetto forte e trasversali ai generi. Con l’accompagnamento di altri musicisti, Meri Lu Jacket sprigiona tutta la sua grinta anglo-maremmana in brani folk rock che spezzano l’aria e si fanno spazio tra gli spettatori senza chiedere permesso. L’effetto sul pubblico è di pura potenza, ma è soprattutto quando rimane sul palco sola con la sua chitarra che la sua interpretazione imprime brividi sulla pelle. La Parte Intollerante parla tematiche sociali e ambientali con il proprio rock diretto e pulito, il frontman indossa una giacca firmata da Spaghetti Against The Apocalypse, brand romano che snobba il dio del fast fashion per recuperare capi in disuso, facendo della performance un messaggio audiovisivo a 360°. Chiude la serata la voce dolce e decisa di Dalia Buccianti, cantautrice che vibra di passione come le corde della sua chitarra. I suoi brani caricano l’atmosfera di intimità, la sua voce è come una carezza che passa tra il pubblico ed è bello sentirsi avvolti dalla sua emozione.

Nell’attesa della classifica finale, si esibiscono i Big Chungus, band di giovanissimi studenti del Liceo Musicale Alberti Dante, vincitori del Premio Firenze Suona di School Vision, seguiti dala cantautrice Giorgia Del Mese con l’emozionante brano Caro umanesimo.

La classifica vede al primo posto gli Smitch in Blue Ray che si aggiudicano anche il premio miglior arrangiamento, mentre Meri Lu Jacket porta con sé in maremma il secondo posto e il premio per il miglior progetto femminile, oltre all’apertura dei concerti dei Modena City Ramblers e della Bandabardò. Il progetto Le Franco ottiene il terzo posto dedicato, mentre Dalia Buccianti si aggiudica il premio come Regione Toscana consegnato dal presidente Eugenio Giani. Il cantante Lorenzo Bonfanti, il cui percorso nel contest era finito alle semifinali, si aggiudica il premio per il miglior testo, a dimostrazione che la validità di un progetto va oltre la logica di una classifica.

La vittoria, però, va soprattutto alla musica, ha chi ha veramente ancora voglia di farla e renderla viva, con il desiderio si impegnarsi e di mettersi in gioco sfidando gli altri e se stessi. Non importa se il progetto vince oppure porta ad altre strade, l’importante è crederci fermamente e non fermarsi davanti a niente e a nessuno. La vittoria è anche di quel pubblico che ha voglia di ascoltare, conoscere, vivere l’emozione della scoperta di nuovi progetti, di diventare parte di una comunità di appassionati dove la musica annulla la distanza del palco e avvolge tutti in un forte abbraccio. Tutto questo è possibile grazie ad associazioni come Firenze Suona e persone come Elisa Giobbi e Sauro Chellini, che credono nell’importanza dell’arte e della sua diffusione, che rivolgono lo sguardo a progetti che chiedono solo di poter essere visti e ascoltati, per dare nuovo spazio alla sostanza in mondo dove, purtroppo, l’apparenza e la strategia commerciale rischiano di appiattire tutto.

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