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INTERPLAY 20/20: oggi “If you could see me now” di Arno Shuitemaker e “Trial” di Tu Hoang. Prosegue il programma #digital del festival

INTERPLAY 20/20: oggi "If you could see me now" di Arno Shuitemaker e "Trial" di Tu Hoang. Prosegue il programma #digital del festivalTerzo giorno di festival per la versione #digital di Interplay sui canali Facebook (https://www.facebook.com/mosaico.danza/), Instagram (instagram.com/mosaicodanza),Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCLHJXy6On3aKIgrCA-iYLgg) così come sul sito www.mosaicodanza.it.

Due artisti da Olanda e Vietnam per una serata ricchissima di spunti che si sarebbe dovuta tenere al Teatro Astra, introdotta dall’intervista di Alessandro Pontremoli alle 21 e dalle 21.15 i due spettacoli in versione digitale.

ore 21.15 
IF YOU COULD SEE ME NOW (25’)
ARNO SHUITEMAKER (NL)
Coreografia: Arno Shuitemaker

Le sue opere sono state definite avvincenti, magiche e intense e vissute come vere e proprie esperienze. Le coreografie del coreografo olandese Arno Schuitemaker sembrano essere unite da una ricerca intorno alla percezione e all’utilizzo di movimenti continui e perpetui con i quali sembra gettare le basi per una nuova nozione di ritmo, resistenza e trasformazione. Inserito dalla rivista “Tanz” tra i coreografi più promettenti del 2017 e definito da “Dance Europe” come uno dei principali coreografi dei Paesi Bassi, Schuitemaker collabora con vari performer, compositori e light designer per costruire dei paesaggi immersivi ognuno con la sua particolare identità e prospettiva.

In questo spettacolo, che restituisce la sua forza anche attraverso la fruizione digitale, tre danzatori in un club ci ipnotizzano e stordiscono con una wave motion, una sequenza a onda che spinge i loro limiti fisici al massimo sino a che tutto si trasforma, come tramite un effetto morphing, in un’unica grande, sfrenata, incontrollata, energia (il morphing è uno dei primi effetti digitali sviluppati dall’industria cinematografica e consiste nella trasformazione fluida, graduale e senza soluzione di continuità tra due immagini di forma diversa). Apparentemente casuale ma di una precisione impressionante, la performance si dilata, si dissolve, si sposta. Il tempo si spezzetta e poi si amalgama nuovamente. Una fisicità trasudante, un movimento fluido, audace, cangiante, che si reinventa di continuo. Dall’estasi alla confusione, dal costruire allo smantellare, If you could see me now sfida le aspettative, le mescola, le trita, sino a farle imperativamente fermare. Trova un punto estremo e devia poi in un’altra dimensione, cristallizzando tutto in qualcosa di nuovo e diretto. Una liberazione.

“Non è un’esagerazione dire che questo tipo di esperienze determineranno il futuro del teatro” – Alexander Hiskemuller, Trouw (quotidiano olandese).

TRIAL (12’)
TU HOANG (VN)

Due uomini si muovono armoniosamente insieme. Impulsi veloci e movimenti dettagliati, le mani rapidamente si inseguono. La complessità e la sincronicità sembrano inseparabili. Chiaro e cristallino, in questo lavoro i danzatori riescono a trovare la tranquillità l’uno nell’altro. Piccoli gesti e azioni nervose si scontrano in una frizione che sottostà alla dinamica della relazione. Lentamente cominciano a ergersi barriere e gradualmente crescono più forti. Nella paura di essere proprio davanti a una battaglia, i due uomini cominciano a competere l’uno contro l’altro. Spingono, si sfidano e infine gareggiano sino a perdersi e a evolversi in due identità separate.

Tu Hoang, classe 1988, è un coreografo indipendente vietnamita di Hanoi. Attualmente lavora come danzatore nella compagnia Conny Janssen Danst di Rotterdam, in Olanda. A dieci anni scopre il kung fu e da allora inizia il suo interesse per il corpo e il movimento, così entra all’Accademia nazionale di danza vietnamita e nel 2006 si diploma in Balletto Classico. Nel 2017 inizia il suo viaggio in Europa, volto a studiare da vicino la danza contemporanea. Dal 2010 si dedica alla coreografia creando una sua identità artistica e combinando il suo background di arti orientali – come il kung fu, il tai chi -, i movimenti gestuali che ne derivano insieme ad altre arti performative come l’urban hip hop e la danza contemporanea.
Nel 2018 il suo lavoro Trial vince il terzo posto come “Audience Choice” e il premio “B.OOM festival production” al Contest Internazionale di Coreografia di Copenhagen. Tu Hoang vince anche il primo premio al New Dance for Asia di Seul, il terzo posto al contest Solo/Duo al Masdanza, l’Audience first choice 2019 alla Tanzplattform di Bern ed è Special Mention from the Jury al Masdanza Extended tour durante la 24° edizione del Mas Danza. Ha danzato in diverse compagnie importanti per più di dieci anni, come il Balletto dell’Opera Nazionale del Vietnam, Cinevox Junior Company, Regensburg Ballett, Ballett Pforzheim, Byaccident Dance, Ballett Stadttheater Pforzheim, Conny Janssen Danst.

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