Profondamente umano: foto di grandi artisti In asta per il Centro Benedetta D’Intino e i bimbi con disabilità comunicativa

Profondamente umano: foto di grandi artisti In asta per il Centro Benedetta D'Intino e i bimbi con disabilità comunicativaMargot Kidder, 1975 di Douglas Kirkland, il leggendario fotografo delle dive recentemente scomparso, che in sessant’anni di carriera ha immortalato le star di Hollywood, da Marilyn Monroe ad Angelina Jolie. The Wedding, 1994 di Sandy Skoglund, l’artista concettuale statunitense, tra le più note esponenti della Staged Photography, celebre per ritrarre scene di vita quotidiana stravolte da eventi surreali e fantastici. E poi ancora scatti di Giovanni Gastel, Lorenzo Marini, Marina BollaFabrizio Spucches, Giovanni Crovetto e di tanti altri fotografi della scena artistica contemporanea. Anche Sleepdancer, 2022, opera d’arte digitale e NFT di Umberto Votta, in arte Lazaro.

Sono solo alcuni dei lotti che dal 10 novembre al 1° dicembre è possibile aggiudicarsi partecipando all’asta benefica online a sostegno del Centro Benedetta D’Intino Onlus che, da circa trent’anni, assiste bambini affetti da disabilità comunicativa grave e bambini e ragazzi che necessitano di supporto psicologico. Per aggiudicarsi un’opera basta collegarsi alla piattaforma charitystars.com, iscriversi e fare la propria puntata.

L’asta si conclude il 1° dicembre, in occasione dell’evento Profondamente umano, promosso dal Centro presso BASE Milano (Ground Hall 1 via Bergognone 34): un cocktail benefico in programma dalle 18.30 alle 21.30 per incontrare quanti, sostenitori, appassionati di fotografia e cittadini, vogliono conoscere più da vicino il lavoro del Centro.

Nel corso della serata sarà possibile vedere dal vivo gli scatti all’asta, accompagnati dai loro autori, e, attraverso un’installazione multimediale, che propone realtà aumentata e interazione e che vedrà la luce per la prima volta proprio in occasione dell’evento, sarà possibile vivere un’esperienza unica e toccante provando cosa vuol dire comunicare senza poter parlare. L’installazione è un progetto a cura di Alberto Biasutti, Maria Paola Di Francesco e Stefano Zullo.

Oltre a sostenere il Centro clinico, la Fondazione Benedetta D’intino s’impegna a sensibilizzare sempre di più sulla disabilità comunicativa. Per questo, da anni, realizziamo varie iniziative con lo scopo di rivolgerci a un pubblico sempre più ampio di interlocutori. Lo facciamo attraverso un rivista scientifica, uno spettacolo teatrale, un premio giornalistico. Adesso siamo felici di provarci con un’installazione che dà la possibilità di vivere un’esperienza unica nel suo genere, afferma Mattia Formenton, presidente della Fondazione Benedetta D’Intino.

L’evento Profondamente umano a sostegno dei percorsi clinici per i bambini del Centro Benedetta D’Intino è aperto al pubblico a fronte di una donazione minima di 100€ a persona. Per informazioni e prenotazioni, scrivere a [email protected]

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