Recensione: “Sull’amore e altre cose” – Ossessione d’amore

Recensione: “Sull’amore e altre cose” - Ossessione d'amoreSull’amore e altre cose
di Mostafa Mastur
Francesco Brioschi Editore
Traduzione e postfazione di Faeseh Mardani

Sull’amore e altre cose”è un romanzo breve che appartiene a più generi letterari: romantico, drammatico, introspettivo e con una sfumatura di thriller e di fantastico.

Hany Yadegari, il protagonista, ha un solo obiettivo: sposare Parastù, una cassiera di banca di cui si è perdutamente innamorato. Un amore folle, quasi corrosivo, un amore che sfocia nel platonico e che gli fa perdere la ragione: “Penso così tanto da mandare il cervello in asfissia, al punto che poi crolla”. Parustù diventa la sua ossessione, al limite del razionale soprattutto quando lei gli confessa che vuole sposare un altro.

Hany però ha un altro problema che gli rovina la vita: il tormento per il doloroso danno permanente a un orecchio, causato da un colpo esploso troppo vicino alla sua culla durante il conflitto tra Iran e Iraq e che gli provocherà vertigini e nausea incontrollabili. Conflitto che, come un mantra, sarà spesso rievocato nel racconto anche dopo tanti anni dalla sua fine.

L’accenno continuo al clima freddo e al vento gelido, rispecchia la tristezza e l’inquietudine di Hany che a Teheran, si ritrova a vivere in una specie di squallida cantina da condividere con altri due ragazzi ognuno con le proprie problematiche.

Con uno stile scorrevole, ironico e a volte dissacratore il racconto è una sorta di dialogo rivolto ai lettori a cui il protagonista si rivolge come interlocutori e, dove non mancano riferimenti a una Teheran estremamente variopinta e intrigante e per lo più sconosciuta e talvolta disturbante ma che ci affascina con tutte le sue contraddizioni.

L’amore senza confini e senza speranza di Hany per Parastù lo porterà all’estrema decisione di acquistare di contrabbando una pistola per attuare un piano folle. Il finale a sorpresa però lascerà di stucco il lettore.

Mostafa Mastur nato ad Ahvaz nel 1964, è considerato uno dei maggiori autori iraniani del periodo post rivoluzione. I suoi romanzi sono stati tradotti in diverse lingue. In Iran “Sull’amore e altre cose” ha raggiunto l’undicesima ristampa.

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