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Stasera in tv arriva la finale del Premio Strega 2024

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Stasera in tv arriva la finale del Premio Strega 2024

Kermesse letteraria, evento mondano, fenomeno di costume: il Premio Strega, giunto alla 78^ edizione, è tradizionalmente tutto questo, con in più l’attesa per il verdetto di una competizione che ha il potere di trasformare ogni libro vincitore in un best-seller.
Anche quest’anno Rai Cultura propone, giovedì 4 luglio alle 23.00 su Rai 3, la diretta della finale del Premio dal tradizionale scenario di Villa Giulia, a Roma, affidando il racconto della serata a Geppi Cucciari e Pino Strabioli. Mescolando contenuti e leggerezza, con garbo e ironia, i due conduttori incontrano gli scrittori finalisti (che quest’anno sono sei: Paolo Di Paolo, Donatella di Pietrantonio, Tommaso Giartosio, Raffaella Romagnolo, Chiara Valerio, Dario Voltolini) per restituire le storie, i personaggi e le atmosfere dei loro libri.
Alle parole s’intrecciano le immagini girate nei luoghi dei sei romanzi, sostenuti in chiave scherzosa da altrettanti grandi elettori ridisegnati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, e la ricostruzione delle trame affidata a lettori comuni (ma non troppo). Non possono mancare le incursioni in platea, tra ospiti prestigiosi e abiti di gala. E ancora, uno spaccato sulla storia del premio che, quest’anno, ricorda Mario Soldati a 25 anni dalla sua scomparsa.
Vera protagonista della serata resta però l’attesa per il nome del vincitore o della vincitrice, alimentata dallo spoglio in diretta degli ultimi voti.

Il Premio è stato istituito a Roma nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del Liquore Strega, che dà il nome al Premio.

Nel dopoguerra il Premio diventa un traino per il mondo della cultura italiana. “Cominciarono a radunarsi amici, giornalisti, scrittori, artisti, letterati, gente di ogni partito. Poi, dopo il 4 giugno, finito l’incubo, gli amici continuarono a venire: è proprio un tentativo di ritrovarsi uniti per far fronte alla disperazione e soprattutto alla dispersione”, ha scritto Maria Bellonci, ideatrice del Premio.

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