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Stasera in tv “Grandi disastri: 10 errori fatali”

Il disastro della Deep Water Horizon

Stasera in tv "Grandi disastri: 10 errori fatali"

Il 20 aprile 2010 la piattaforma petrolifere Deep Water esplode e per circa 3 mesi libera nelle acque del golfo del Messico 200 milioni di galloni di petrolio greggio, causando danni duraturi e gravissimi all’ecosistema. Una catastrofe raccontata da “Grandi disastri: 10 errori fatali”, in onda mercoledì 28 febbraio alle 21.10 in prima visione su Rai Storia. La puntata rivela come il disastro sia stato causato da una catena di errori che portò a quell’esplosione.

Deepwater Horizon era una piattaforma semisommergibile di perforazione offshore in acque ultra-profonde, con posizionamento dinamico, di proprietà della Transocean. Costruita nel 2001 in Corea del Sud dalla Hyundai Heavy Industries, l’impianto fu commissionato da R&B Falcon (successivamente assorbita dalla Transocean), registrato a Majuro e affittato a BP dal 2001 fino al settembre 2013.[4] Nel settembre 2009, l’impianto concluse le perforazioni del pozzo petrolifero più profondo della storia a una profondità verticale di 35 050 ft (10 683 m) e una profondità misurata di 35 055 ft (10 685 m) nel campo petrolifero di Tiber al blocco 102 del Keathley Canyon, a circa 250 miglia (400 km) a sud-est di Houston, a 4 132 piedi (1 259 m) di profondità d’acqua.

Il 20 aprile 2010, nel corso di una campagna di perforazione al prospetto Macondo, un blowout causò un’esplosione sulla piattaforma con conseguente fireball visibile da 40 miglia (64 km) di distanza, causando la morte di undici membri dell’equipaggio. L’incendio fu inestinguibile e, dopo due giorni, il 22 aprile, la Horizon affondò, lasciando il pozzo senza alcuna contropressione sul fondale marino e provocando la più grande fuoriuscita di petrolio in mare della storia.

Deepwater Horizon era un’unità offshore semisommergibile di quinta generazione, con design RBS-8D, per operazioni in acque profonde, posizionata dinamicamente, progettata per perforare pozzi sottomarini per l’esplorazione e la produzione petrolifera utilizzando un blowout preventer da 18,75 in (476 mm) e 15 000 psi (100 000 kPa), e un riser marino con un diametro esterno di 21 in (530 mm).

Un appuntamento atteso assolutamente da non perdere.

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