Un silenzio quasi religioso, poi un’ovazione. Il debutto dell’opera barocca di Purcell a Palermo è già un evento storico.
Il silenzio che vale più di mille applausi
C’è un metro infallibile per misurare il successo di un’opera lirica. È il silenzio del pubblico durante l’esecuzione. Ieri sera, al Teatro Massimo di Palermo, quel silenzio era assoluto. Quasi reverenziale.
Sul palco andava in scena Dido and Aeneas di Henry Purcell. Il capolavoro barocco del Seicento ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. Poi, al calare del sipario, è esploso un lunghissimo e commosso applauso finale.
Il ritorno di Gabriele Ferro: rigore e modernità
Al centro della serata, il ritorno sul podio del Maestro Gabriele Ferro. La sua direzione è stata tesa, rigorosa e al tempo stesso poetica. Ferro ha saputo restituire tutta la modernità di quest’opera antica.
Sotto la sua guida, l’Orchestra e il Coro della Fondazione hanno costruito un continuum narrativo di grande intensità. Il Coro, istruito da Salvatore Punturo, ha risposto con precisione e colore. Il basso continuo, guidato al cembalo e all’organo dal Maestro Ignazio Maria Schifani, ha sostenuto l’intera architettura musicale con eleganza.
Accanto a Schifani, un ensemble di alto livello: Kristi Curb e Viviana Caiolo ai violoncelli, Daniele Pisanelli al contrabbasso, Giulio Falzone e Giorgia Zanin alle tiorbe.
La regia in bianco e nero di Lorenzo Amato
Grandi applausi anche per la regia di Lorenzo Amato. La sua scelta estetica è coraggiosa: un impianto visivo in “bianco e nero”, essenziale e simbolico. Scene e costumi firmati da Justin Arienti, luci di Vincenzo Raponi. Insieme, hanno incorniciato il dramma della regina di Cartagine con raffinata delicatezza.
Ad affiancare Amato nella messa in scena, Giancarlo Stiscia, che ha anche ripreso le azioni mimiche ideate da Danilo Rubeca.
Il risultato è uno spettacolo che parla con il linguaggio del teatro contemporaneo. Eppure rispetta fino in fondo lo spirito del teatro barocco.
Roberta Mameli, una Dido da brividi
Tra i protagonisti, Roberta Mameli ha dominato la scena con intensità rara. La sua Dido è stata un crescendo emotivo continuo. Culminato in un lamento finale — When I am laid in earth — semplicemente straziante.
Al suo fianco, Martina Licari ha dato voce a una Belinda luminosa. Noemi Muschetti ha completato il trio femminile nel ruolo della Second Woman.
Dominic Sedgwick ha interpretato un Enea nobile e autorevole. Aya Wakizono ha invece incarnato una Sorceress magnetica, guidando con sicurezza il gruppo delle streghe: Amélie Hois e Giulia Alletto. Il cast si è completato con il controtenore Alexandru Costea nei panni dello Spirit e Samuele Di Leo in quelli del Sailor.
Il momento più emozionante: l’inchino a Ferro
Al momento dei saluti finali, la serata ha raggiunto il suo apice emotivo. Roberta Mameli ha accolto sul palco il Maestro Ferro con un inchino reverenziale. Un gesto spontaneo, carico di significato. Il pubblico ha risposto con un’ulteriore ondata di applausi.
Una serata, in definitiva, di altissimo profilo artistico. Quella di ieri al Teatro Massimo resterà a lungo nella memoria di chi c’era.
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