Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 11

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 11

 

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 11Il grande caldo

(The Guardian 26/5)

Il nostro villaggio globale è assediato da un’ondata di caldo senza precedenti – sono sicuro di averla già sentita questa frase – e i 34,5 gradi Celsius registrati a Kew Gardens a Londra fanno impressione.

Come fanno pena i tennisti che si sfidano a Parigi nel torneo del Roland Garros che paiono sciogliersi come coni gelato piuttosto che sudare dietro a una pallina, anche nei turni serali.

Fa caldo ovunque in Europa e i prossimi giorni saranno ancora più duri a meno che non siate vulcanologi abituati a temperature laviche. Non sono riuscito a leggere la notizia del Guardian integralmente essendo l’articolo a pagamento, ma immagino contenga i consigli che abitualmente ci arrivano da Luciano Onder – opportunamente surgelato in uno studio televisivo – e poi scongelato in un enorme forno a microonde prima della sua rubrica.

A proposito, divago un attimo, ma vi fanno ancora paura i forni microonde? C’era un periodo che venivano rifiutati, poi evidentemente la scala delle paure della gente è mutata e il microonde è stato sdoganato. Ora si frigge con l’aria, pensate un po’.

Torniamo a noi.

Fa caldo.

Mi sudano parti del corpo che non credevo potessero produrre sudore; quindi, bevete tanta acqua, non andate a correre sotto il solleone delle 14, pasti leggeri, il cinghiale porchettato con le patate sabbiate e pancettate lasciatelo stare nel libro delle ricette e fatevi una bella insalata. Non bevete più di una bottiglia di prosecco a testa alle apericene sennò sudate come caimani.

Coraggio anche questa ondata di caldo anomalo passerà, il global warming invece no; quindi, abituiamoci a vivere come la rana bollita piano piano e non ci accorgeremo di niente, allo stesso modo dei dinosauri con la cometa.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 11Amici

(da La Nuova Sardegna 25/5)

Che bello il valore dell’amicizia, penso a romanzi come Narciso e Boccadoro o Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, a canzoni pop, quali Ci vorrebbe un amico o Per un amico in più.

Che bella l’amicizia.

Si va insieme fuori in giro per locali, magari confidandosi progetti o pene d’amore… ma qualche volta qualcosa va storto.

Come a Ozieri in provincia di Sassari: improvvisamente il clima di fraterna concordia si guasta per motivi sconosciuti e uno dei due uomini che si erano dati appuntamento in un locale per bere in allegria viene aggredito con calci e pugni dall’amico (vabbè) finendo al Pronto Soccorso.

Uscito dal nosocomio va in cerca della sua autovettura ma i carabinieri lo avvisano che il conoscente (pensa se gli fosse stato sugli zebedei) ha provveduto a incendiarla. Scatta la denuncia e il divieto per l’uomo un po’ vivace di avvicinarsi di almeno 1 km al malcapitato a cui ha rovinato la serata.

Erano amici.

Se ci fossero stati motivi di leggero astio probabilmente gli avrebbe crocifisso il criceto davanti alla figlia o cosparso di burro di arachidi la moglie allergica alle gustose noccioline.

Ma per fortuna erano amici e tutto è bene quel che finisce bene.

Beh, più o meno.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 11W la foca

(dallo Star Advertiser 26/5)

Cercando notizie curiose per il mondo mi sono imbattuto in questo quotidiano hawaiano e in una sua Breaking News.

Un testimone ha denunciato un uomo, poi identificato come Igor Mykhaylovych Lytvynchuk, 38 anni, di Covington, Washington, che avrebbe lanciato una grossa roccia contro la testa di una foca monaca mentre nuotava nelle acque al largo di Lahaina, il 5 maggio. È stato accusato di aver violato l’Endangered Species Act e il Marine Mammal Protection Act.

Il suo avvocato Myles Breiner ha dichiarato che Lytvynchuk intende dichiararsi non colpevole e non aveva alcuna intenzione di danneggiare il mammifero marino. Gli scienziati della NOAA Fisheries hanno identificato un maschio adulto R404 come la foca monaca hawaiana coinvolta nell’incidente. (incidente???)

Ora se cercava di lapidare una foca monaca qualche danno probabilmente questo signore, dal nome che pare un insulto in lituano arcaico, glielo voleva infliggere e dichiararsi non colpevole mi pare un azzardo.

Lytvynchuk era già stato accusato con denuncia penale per aver tentato di molestare un’altra foca monaca hawaiana. Fu arrestato il giorno seguente a Covington da agenti speciali della National Oceanic and Atmospheric Administration.

Ecco ora il reato di molestie a una foca monaca mi incuriosisce, solletica il mio lato pruriginoso e puritano.

L’avrà apostrofata tipo: abbella, te l’hanno mai detto che c’hai due bei baffoni, te li posso carezzare? Le avrà chiesto con insistenza un appuntamento in spiaggia ricevendone un diniego? Ti offro un bel pesce fresco?

Filmato con il cellulare da due testimoni e condiviso con le forze dell’ordine statali e federali si vede Lytvynchuk che tiene una grossa pietra in una mano prima di puntare e lanciarla direttamente contro l’animale, secondo i registri del tribunale federale.

La roccia è caduta in acqua, sfiorando di poco la testa della foca e ha causato un improvviso cambiamento di comportamento dell’animale che ha sollevato brevemente la metà superiore del corpo fuori dall’acqua, girandosi nella direzione opposta.

No, niente di tutto quello che avevo immaginato.

Manco l’ha beccata e la foca si è voltata sdegnata, nuotando altrove.

In Italia un comportamento simile sarebbe derubricato come una bravata mentre gli americani sono un pelino più rigidi, sia che tu lanci una pietra verso una foca o se in quanto persona di colore non piaci a un poliziotto.

Il tipo dal nome impronunciabile rischia 50000 $ di multa e 5 anni di carcere ma probabilmente se la caverà con un’ammonizione e il divieto di avvicinarsi più ad una foca.

Probabilmente, vista la statura morale, il tipo si consolerà magari con un viaggio in Italia per poter scrivere il suo nome – lungo e impronunciabile – su un muro a Pompei o sul Colosseo. Tanto le nostre leggi in materia sono più morbide.

Ah, insensatez…

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 11Parenti serpenti

(Der Spiegel)

Da diverso tempo sullo Spiegel, un autorevole settimanale edito ad Amburgo – per farsi capire quello che era L’Espresso una volta – pubblica questa pagina.

 Scopri cosa ha fatto la tua famiglia sotto Hitler

SPIEGEL ha elaborato milioni di tessero-iscrizioni NSDAP. Qui puoi cercare nel fascicolo – e farti creare un dossier personale.

Pensate che bello sarebbe trovare un’iniziativa simile su un quotidiano o settimanale italiano; cosa facevano i tuoi avi sotto la dominazione longobarda. E tuo cugino al tempo dei Medici.

E i tuoi trisavoli sotto i Borboni.

Quante sorprese potremmo avere.

Saremmo pronti?

A sabato prossimo.

Buona vita.

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