
7 vite -1
(dal Tirreno del 6/7)
Una striscia rossa che balugina nella notte del 4 luglio.
Un incendio estivo, uno dei tanti che scoppiano in toscana e in tutta Italia, le cause ancora sconosciute, l’angoscia che attanaglia la piccola comunità di Montecatini Val di Cecina. Il soccorso dei Vigili del Fuoco di Pisa arriva subito per mettere in sicurezza la zona interessata ed evitare il propagarsi delle fiamme verso il centro abitato.
Durante una notte di lavoro e paura, la situazione si risolve per il meglio e arriva anche la sorpresa.
I Vigili del Fuoco salvano due gattini, impauriti e anneriti dal fumo, visibilmente impauriti dalle fiamme e dalle alte temperature, ma tutto finisce bene grazie agli eroici pompieri pisani…
Ecco mi accorgo solo adesso del tono enfatico, un po’ da Istituto Luce del Ventennio, ma i pompieri mi sono sempre stati nel cuore. Mi hanno salvato un paio di gatti scivolati nella grondaia di casa e impossibilitati a risalire (i felini di città hanno qualche neurone in meno rispetto ai cugini di campagna) e svolgono un lavoro encomiabile – i pompieri non i gatti – specialmente in estate quando l’imperizia di qualcuno o le alte temperature provocano incendi pericolosi.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Si ricordino i fortunati micetti campagnoli che hanno esaurito un bonus applicato alla vita felina! Notoriamente i gatti dispongono di sette vite, ne sono rimaste sei: buona vita, buona caccia a topi di campagna e sereno riposo e fusa nelle sere invernali, magari davanti a un camino scoppiettante.
E noi umani non buttiamo cicche accese dal finestrino e non accendiamo fuochi con imprudenza, al posto degli amabili micetti poteva esserci una famiglia e gli esseri umani di vita ne possiedono solo una.
Non dimenticatelo.

(da Today del 7/7)
In provincia di Cosenza, precisamente a Longobucco (2400 abitanti) è partito un progetto molto importante chiamato Sila protetta: si tratta di telemedicina e protezione di pazienti fragili e malati cronici che indossando un braccialetto sanitario elettronico possono essere monitorati a distanza.
Credo sia la prima volta che questi dispositivi, usati in ospedale, vengono utilizzati all’esterno ed è molto importante, vista la cronica mancanza di medici di famiglia e la difficoltà degli abitanti di comuni inerpicati sulle montagne, per esempio, a raggiungere un ospedale o chiamare un’ambulanza.
Sarà il sistema sanitario a intervenire in prima battuta quando il dispositivo elettronico segnalerà un’anomalia nei parametri clinici di un paziente.
Tutto molto bello anche se io per primo, ma non sono il solo, mi sono posto una domanda: quando il dispositivo segnala un aumento della pressione arteriosa e un’accelerazione del battito cardiaco parte l’allarme e scatta la telefonata. La persona monitorata magari non risponde immediatamente e partono i soccorsi.
Come distinguere una crisi cardiaca da un desiderio irrefrenabile di una notte di sesso?
La privacy è importante quanto la salute.
Saremo disposti a sacrificare un’ulteriore porzione della nostra vita privata – che diamo in pasto ai social ed esibiamo spesso inconsapevoli – per un monitoraggio che potrebbe diventare invasivo?
Immagino dibattiti accesi, ma se volete la mia opinione io correrei il rischio; già so che avendo fantasticato con la mia compagna su un futuro week-end londinese, presto sarò bersagliato da pubblicità di voli e alberghi visto che i nostri telefoni e computer hanno le orecchie lunghe e ci ascoltano.
Lo sapevate? Ecco fatene tesoro.
Poi ognuno farà la sua scelta e magari un progresso della telemedicina farà diagnosi più precise.
Ai postumi l’ardua sentenza.

(Da Il Post del 7/7)
Deve essere un bel paese il Galles.
Non l’ho mai visitato ma diversi anni fa ho assistito a un incontro di Rugby del Sei Nazioni che vedeva opposta la nostra nazionale ai gallesi e mi sono divertito molto nonostante l’ennesima pesante sconfitta. I tifosi gallesi erano molto cordiali e ci siamo scambiati birre e sfottò sul gioco della palla ovale. Mi sembravano uomini e donne che vivevano in un paese tranquillo e sereno, impressione che mi viene confermata da questo articolo dove pare che il Galles sia un Paese molto piccolo dove si conoscono un po’ tutti, come in un paesino maremmano.
Tutto nasce da una trasmissione radiofonica condotta da John Robbins che introduce il co-conduttore Elis James e, aperte le telefonate del pubblico, lo invita a trovare una conoscenza in comune con lo sconosciuto ascoltatore. Il bello è che una volta su due ci riesce!
Basandosi su una breve chiacchierata, (dove hai studiato, che lavoro fai, di dove sei, tifi per il Cardiff…) spesso Elis James trova una connessione con una conoscenza in comune!
Ora il Galles non è enorme ma nemmeno piccolissimo e questa capacità nel trovare connessioni potrebbe avere dell’incredibile ma tutto dipende, secondo il simpatico speaker, dall’abitudine tipicamente gallese di conversare con persone sconosciute, raccontarsi e diventare magari amici.
Mi piace molto questo animo aperto dell’uomo e penso che non potrei avere questa capacità, non perché non ami la curiosità verso persone che non conosco, ma per la mia inesorabile mancanza di memoria.
Possono presentarmi qualcuno e io dopo cinque minuti inevitabilmente non ne ricordo il nome o lo traviso in modo drammatico battezzando Riccardo un Giovanni o Filippa una Bice.
Potrei condurre una trasmissione inversa a quella di Elis James. Con effetti probabilmente più esilaranti.
Ditemi che capita anche a voi, ve ne prego perché vorrei allontanare la visita dal neurologo.
Aggiornamenti sul Coccodrillo pistoiese
(dal Tirreno del 7/7)
Ricordate la vicenda dell’avvistamento del presunto coccodrillo nel lago di Masiano in provincia di Pistoia?
Ci sono novità.
Del coccodrillo non vi è traccia, in compenso il naturalista Olivier Behra, francese a dispetto dell’aria da Mr. Crocodile Dundee, ha riscontrato la presenza di gamberi rossi della Louisiana e gamberi californiani. Questi crostacei americani sono onnivori e molto aggressivi. Non solo stanno decimando il loro cugino locale, il gambero di fiume a chele bianche, ma stanno anche alterando profondamente le zone umide della Toscana. Predano massicciamente uova e girini degli anfibi locali, minacciando in particolare l’ululone dal ventre giallo appenninico e il tritone crestato italiano (sono specie di rospi e salamandre nonostante i nomi da supereroi Marvel).
Inoltre, è stata avvistata una tartaruga dalle orecchie rosse che pare sia molto aggressiva e alteri ulteriormente l’equilibrio dell’ambiente.
Era meglio il coccodrillo insomma.
L’ambiente italico è sotto attacco.
Aspettate, mi sembro un emulo di Trump che auspica come ritorsione una spedizione di cinghiali maremmani in Louisiana.
Probabilmente la crisi climatica è responsabile anche dell’invasione di queste specie alloctone e dovremo imparare a convivere con questi nuovi ospiti non rimpiangendo inutilmente i bei tempi che furono.
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