Recensione: Roberto Battiston, Energia – Una storia di creazione e distruzione. Tra rigore scientifico e divulgazione efficace

Recensione: Roberto Battiston, Energia – Una storia di creazione e distruzione. Tra rigore scientifico e divulgazione efficace

L’energia è un tema di grande attualità e proprio le recenti vicende geopolitiche lo dimostrano in modo quanto mai evidente. Ma che cosa è l’energia da un punto di vista fisico e soprattutto quali implicazioni pratiche ha comportato e comporta per l’umanità? L’energia, infatti, rappresenta il filo conduttore che lega sistemi apparentemente molto diversi fra loro: i motori termici delle auto, il corpo umano, la Terra stessa. In questo saggio a carattere divulgativo, dal titolo Energia- Una storia di creazione e distruzione, edito da Raffaello Cortina  (2025), Roberto Battiston, professore di Fisica sperimentale all’Università di Trento, ci introduce nel mondo della termodinamica e dei suoi principi fondamentali, in particolare il primo e il secondo, enunciati già nella seconda metà del XIX secolo, che rappresentano  le basi scientifiche imprescindibili per comprendere la natura dell’energia, le relazioni fra calore e lavoro e le trasformazioni energetiche a livello macroscopico.

Il titolo, piuttosto eloquente, si riferisce al fatto che l’uomo ha imparato a sfruttare queste trasformazioni per costruire, ma anche per distruggere, ad esempio con le guerre oppure alterando il clima. Attraverso un ragionamento scientifico serrato ed esempi illuminanti, cercando di utilizzare il più possibile un linguaggio accessibile e privo di eccessivi tecnicismi, viene approfondito in particolare, un concetto-chiave della termodinamica, l’entropia, cioè la tendenza naturale universale verso uno stato di disordine e caos che è strettamente legato alla produzione di calore proveniente dalle trasformazioni energetiche, naturali e non, da dissipare nell’ambiente. Gli organismi viventi sulla Terra non fanno eccezione: lo svolgimento delle funzioni vitali ha come conseguenza la degradazione dell’energia assunta in una forma non più convertibile in lavoro utile. Ma un ambiente con un eccesso di energia di bassa qualità e di gas-serra nell’atmosfera amplifica e accelera ancora di più un fenomeno naturale non eliminabile.

Una visione apocalittica che addirittura vede l’Universo, nel suo complesso, procedere inesorabilmente verso la dispersione dell’energia fino alla sua probabile morte termica o alla sua, molto più ipotetica, rigenerazione: è un tema tra l’altro ripreso anche da Asimov nel famoso racconto di fantascienza The last question del 1956.

Ma non si parla solo di processi fisici, chimici, biologici o ipotesi cosmologiche, seppure funzionali allo scopo per cui il libro è stato scritto. L’autore fa anche un interessante excursus storico e un’analisi del ruolo che la disponibilità di risorse energetiche ha avuto nel determinare lo sviluppo economico e la decadenza delle civiltà antiche, cosa che del resto si ripete ancora oggi con lo scoppio sempre più frequente di conflitti per l’approvvigionamento di petrolio e carbone e ultimamente per l’accaparramento delle cosiddette terre rare.

Leggendo con attenzione si percepisce il forte convincimento che per attenuare il livello crescente di conflittualità a causa del cambiamento climatico innescato dall’utilizzo massiccio dei combustibili fossili e dell’ineguale distribuzione di tali risorse, le fonti rinnovabili di energia, per le loro caratteristiche, dovrebbero essere la chiave privilegiata per la transizione energetica, ma in un’ottica, ancora un po’ utopica, di una reale cooperazione fra Stati per il bene di tutti.

Il saggio,  non scevro di formule e tabelle, ma con continui riferimenti al mondo reale, si avvale di un approccio interdisciplinare che, a mio avviso, consente di trattare l’argomento, non semplice da un punto di vista puramente fisico, da più angolazioni, permettendo al lettore che ha la pazienza di seguire fino in fondo i ragionamenti e una costante voglia di saperne sempre di più, di farsi un’idea sufficientemente completa delle evidenze scientifiche che dovrebbero stare alla base delle scelte politiche in questo campo. C’è da dire che proprio questo punto, cioè il ruolo determinante della volontà politica, è costantemente ribadito ormai da tempo, purtroppo senza grande successo, nel dibattito su temi come lo sviluppo sostenibile e rappresenta, se vogliamo, l’evoluzione, alla luce delle moderne acquisizioni, di un percorso iniziato tanti anni fa con il celebre Rapporto del MIT del 1972, The Limits of Growth, promosso dal Club di Roma.

In conclusione, il volume di Battiston, di quasi 400 pagine, ma ben scritto e  argomentato, rappresenta un buon compromesso tra il rigore scientifico e il tentativo di divulgare efficacemente informazioni e conoscenze ad una platea di lettori anche con non elevate basi scientifiche, fornendo nel contempo  proposte di soluzioni condivisibili su un tema complesso come quello dell’energia, oggi cruciale per comprendere le sfide a cui non ci possiamo più sottrarre se vogliamo lasciare ai posteri un pianeta vivibile.

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