Il 20 aprile 2020, durante una diretta social, al Presidente Trump viene sottoposta una domanda enigmatica.
«Signor Presidente, pensa che il gol di Turone fosse valido?»
Una domanda bizzarra, incomprensibile agli americani, che riporta indietro nel tempo a una delle controversie più famose del calcio italiano. Era il 10 maggio 1981, si giocava Juventus-Roma, una partita che valeva praticamente lo scudetto. Nel finale, un gol del difensore romanista Maurizio Turone venne annullato per fuorigioco, questione di millimetri, come disse sarcasticamente il presidente della Roma Dino Viola.
Da questo episodio nasce un libro difficilmente classificabile (memoir autobiografico, saggio sociologico o romanzo di formazione?), ma che mi è piaciuto enormemente proprio per questa varietà inattesa, come guardare un prisma colorato che cambia improvvisamente toni e prospettive. Il libro si pone su un doppio binario narrativo: da un lato la storia di Turone e di quel momento storico; dall’altro, nella Maremma di un’infanzia lontana, un bambino che trova nel calcio un appiglio per affrontare un lutto devastante (la perdita del padre).
In pratica, Cini usa il calcio come una lente d’ingrandimento per studiare la vita: la sua, quella dell’Italia degli anni ’80, o quella di chiunque abbia mai vissuto una perdita cercando rifugio in una passione.
Si ricorda la morte di Bobby Sands in un carcere inglese, quella di Alfredino Rampi a Vermicino, avvenimenti che commossero l’Italia e fu uno spartiacque per il nostro modo di guardare la televisione. Il clima cupo degli anni di piombo e la voglia di riscatto, di sentirsi un popolo unito che vuole festeggiare durante i mondiali del 1982.
Analizzando il calcio come modello sociopolitico l’autore propone delle riflessioni acute, ma è nella descrizione del calcio romantico di un tempo e quello degli improbabili campetti di piccoli paesi maremmani che Massimo Cini tocca il cuore e ci fa capire che il calcio è un gioco e non soltanto un gioco ma, come diceva Arrigo Sacchi, La cosa più importante tra le cose meno importanti.
Trovo che Pensi che il gol di Turone sia valido? Tra calcio e destino, firmato da Massimo Cini e edito da Bookabook sia un libro da leggere, indirizzato a chi ama il calcio e lo vive non solo come un gioco bensì come un potente strumento per analizzare la società, anche quella di un paesino maremmano, oppure come un album di ricordi personali: ci sono partite che sono come segnalibri nella nostra vita.
Il libro trasforma il celebre episodio del gol di Turone in un topos narrativo capace di attraversare il tempo. Non è la storia di un campionato. È la storia di come certi momenti – una partita, un episodio (come il celebre tunnel del portiere del Grosseto Gino Ferioli a Diego Armando Maradona), un lutto – restano dentro per sempre e ti formano.
In conclusione, consiglio questo libro sicuramente agli amanti del gioco del calcio più romantico, quello delle figurine, dei giocatori coi baffoni e i capelli lunghi, ben lontani dai calciatori contemporanei, sempre più simili a modelli di alta moda. Ai nostalgici del Totocalcio e delle partite trasmesse per radio; quanta immaginazione e fantasia era necessaria per ascoltare quella sorta di messa laica.
E a chi ha legato dei ricordi personali a una partita di calcio o sta vivendo un momento di bilancio della propria vita: si riconoscerà certamente nelle parole di Massimo Cini.
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