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Stasera in tv appuntamento con Documentari d’ autore

Una giornata nell’Archivio Piero Bottoni

Stasera in tv appuntamento con Documentari d' autore

La storia dell’architetto, urbanista, pittore e fotografo Pietro Bottoni che nel secondo dopoguerra del ‘900 regalò a Milano una montagna alta cento metri (e non solo). Un personaggio al centro di “Una giornata nell’Archivio Piero Bottoni” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti in onda sabato 29 giugno alle 23.15 su Rai Storia per “Documentari d’autore”.

Si laureò in architettura a Milano nel 1926. Di formazione complessa (Brera e Politecnico), coltivò vasti interessi progettuali – architettura, urbanistica, restauro, allestimento, design e arredamento – in un intenso rapporto con le altre arti.

Interprete del Razionalismo italiano, dal 1929 al 1949 fu delegato italiano ai Congressi Internazionali di Architettura Moderna; nel 1933 prese parte alla redazione della Carta di Atene, il manifesto dell’urbanistica razionalista. Nello stesso anno fu tra i promotori della rivista Quadrante. Tra le due guerre partecipò a numerosi concorsi di urbanistica e disegno urbano riguardanti Genova, Verona, Milano, Piacenza, Como, Bologna e Roma. fu tra gli autori di due piani che hanno segnato la storia dell’urbanistica italiana: il Piano della Valle d’Aosta, promosso da Adriano Olivetti nel 1936, e il Piano A.R. (Architetti Riuniti) del 1944-45.

Nel dopoguerra fu membro della direzione di Metron e uno tra i fondatori del Movimento Studi Architettura. Dal 1949 al 1956 fece parte del comitato direttivo di Urbanistica.

Si impegnò anche in politica: nel maggio 1943 aderì al PCI e nel settembre 1945 fu nominato membro della Consulta Nazionale, conservando tale ruolo fino al giugno 1946. Dal 1956 al 1964 diviene consigliere comunale a Milano, eletto nelle liste del Pci.

Già assistente di Giovanni Muzio al Politecnico di Milano, da cui era stato allontanato per motivi politici nel 1927 e nel 1937, solo nel 1951 poté tenervi un corso di Urbanistica come libero docente. Vi tornerà nel 1964 come incaricato di Allestimento e museografia. Nel frattempo, dal 1954 al 1965, insegnò Tecnica urbanistica alla facoltà di Ingegneria di Trieste.

Appuntamento da non perdere.

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