
Ora basta!
(dal Tirreno 31/5)
Alla palestra Gaetano d’Alesio a Coteto (provincia di Livorno), dove si stava giocando gara 1 di finale playoff di DR2 tra la Fortezza Basket Livorno e il Gvm Basket Ghezzano, accade un fatto curioso.
Curioso per chi non conosce Livorno e le sue bizzarrie.
Un signore che abita vicino alla palestra non riesce a sentire bene la televisione per il rumore provocato dal tifo acceso che proviene dal vicino impianto sportivo, invade il campo da Basket ed esprime in maniera accalorata le proprie rimostranze.
«Fate troppo casino, ‘un se ne pole più, manco la televisione riesco a sentire.»
Tutti i presenti in campo, come si vede anche nella foto, restano allibiti: arbitri, squadre, tifosi sugli spalti sorridono per una scena mai vista. Tocca a coach Carlo Parcesepe fare da mediatore con il signore e convincerlo con gentilezza a uscire dal campo, visto che, perdipiù, la partita sarebbe finita in pochi minuti.
Sono i primi giorni caldi e qualcuno perde il proverbiale aplomb labronico; l’episodio è decisamente esilarante ma a pensarci bene sono le sfere private e pubbliche che entrano in collisione e basta poco, una partita provinciale di basket, a mettere a nudo il disagio in una persona.
Negli Stati Uniti il furioso vecchietto sarebbe uscito a farsi giustizia con un Uzi o un AK 47.
Meno male siamo a Livorno, Toscana.
Consolatio pedilusoris
(da Fanpage 30/5)
Al termine della finale di Champions League, vinta ai rigori dal PSG contro l’Arsenal (ahimè, tifavo per gli inglesi) Marquinhos, il capitano della squadra vincitrice, prima di unirsi alla festa, si è diretto verso il giocatore che aveva sbagliato il rigore decisivo, il suo compagno di nazionale, il brasiliano Gabriel e lo ha abbracciato calorosamente.
Ecco un bel momento da sottolineare, consolare l’avversario prima della meritata festa è un beau geste, atto di sportività di un uomo, non di un ricco calciatore viziato.
Bravo.
A proposito di calcio, tra poco inizieranno i mondiali e in mancanza della nostra Nazionale ho scelto la squadra che avrà il mio tifo sincero e appassionato.
Capo Verde.
Buon Mondiale a tutti.
Leone XIV, il Bianco
(da Panorama 2/6)
Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo: il nostro compito è fare il possibile per la salvezza degli anni in cui viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare.
Non sono parole di Papa Leone XIV ma sono pronunciate da Gandalf, personaggio centrale della saga del Signore degli Anelli, quasi un papa in effetti e hanno ispirato il Pontefice nella sua enciclica Magnifica humanitas.
Non dovrebbe sorprendere questa scelta, l’intera opera Tolkeniana è intrisa di fede cristiana: lo scontro tra il bene e il male, la fedeltà, l’amicizia, la misericordia e la perseveranza sono i cardini dell’opera. Anche un romanzo di genere fantasy può essere bussola per questi tempi confusi che ottenebrano le menti umane e può esserci di ispirazione per vivere al meglio il tempo che ci rimane.
Un Papa che abbandona il silenzio e che si rivolge ai fedeli in questo modo mi ispira simpatia: è americano di Chicago, Illinois e se mi parla con la voce di Tolkien nutro ancora la speranza che, affacciato alla finestra davanti San Pietro, citi anche Joliet Jake Blues ed il suo Io li odio i Nazisti dell’Illinois!
Chi dorme non piglia pesci ma la multa.
(da Fanpage)
Il fatto risale al 28 maggio.
Uno studente quindicenne, evidentemente provato dalla giornata scolastica, si addormenta sull’autobus Treviso – Padova e viene risvegliato dal controllore che gli notifica una sanzione di 58 euro perché il suo abbonamento non copriva la tratta. Ora, tralasciando il dibattito tra l’applicazione rigida del regolamento e un po’ di sano buon senso, immagino l’orgoglio del severo controllore che non si è fatto intenerire dalle scuse del bambino e dalle proteste dell’associazione consumatori, gente che non sa cosa vuol dire lavorare e gestire l’ordine pubblico su un bus scolastico.
Ed è andata pure bene al malcapitato ragazzino; tra i precedenti leggo di un bimbo di undici anni fatto scendere sotto la neve a proseguire a piedi fino alla sua abitazione, caso di cui si interessò la procura di Belluno.
Attenzione, ci sono degli sceriffi spietati sui mezzi pubblici veneti e non si sgarra.
Munitevi di biglietto, vidimatelo o indossate scarpe comode, datemi retta.
Accettate caramelle da uno sconosciuto
(dal Tirreno)
A Cecina Marco Cappalli, 25 anni, ha avuto una idea curiosa. Girare in moto con un casco che rappresenta Stich, il personaggio Disney e regalare caramelle e lecca-lecca agli sconosciuti: un gesto di gentilezza diventato presto virale. Il timido motociclista si avvicina a uno sconosciuto e dopo una breve presentazione rompe il ghiaccio regalando caramelle, un modo di offrire gentilezza e dolcezza in un mondo dove ce n’è sempre più bisogno.
Lo potete incontrare tra Cecina, Castiglioncello e Livorno, non è ancora uscito dai confini regionali ma ci sta pensando.
Oltre alla curiosità e alla sincerità del gesto, mi sembra un’iniziativa lodevole e stare sui social, come dice lui, è solo una cornice; è ormai risaputo che se non sei su un social network non esisti, ma è il gesto che è al centro della storia.
E trovo curioso il rovesciamento del proverbio, Non accettate caramelle dagli sconosciuti.
In questa circostanza fate un’eccezione!
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