Teatro a cielo aperto: a Gorizia e in Val Rosandra il confine diventa palcoscenico

Il 13 e 14 giugno 2026 torna In\Visible Cities XL con due performance immersive gratuite tra storia, natura e memoria di frontiera

6 giugno 2026 · Cultura & Spettacolo

C’è un teatro che non ha sipario, né poltrone. Si cammina, si ascolta, si attraversa la storia. È quello di In\Visible Cities XL, la rassegna itinerante che il 13 e 14 giugno porta in scena due esperienze uniche. Quindi, se ami il teatro fuori dagli schemi, segna queste date sul calendario.

Gorizia, città simbolo del confine europeo

Il primo appuntamento è venerdì 13 giugno a Gorizia. Alle 18.00, dal Teatro Verdi, parte la performance “Orfana la mia città” di Riccardo Tabilio. Si tratta di una passeggiata audioguidata con cuffie wi-fi tra le strade della città. Dunque, le vie urbane si trasformano in un grande racconto collettivo.

Gorizia è, in effetti, una città speciale. Nel corso del Novecento è diventata simbolo stesso

del confine europeo. Attraverso testimonianze e memorie emergono voci di italiani e sloveni. Si raccontano la città asburgica, la Grande Guerra, il fascismo di confine. Infine, la linea bianca del 1947 che separò Italia e Jugoslavia.

Lo spettacolo è prodotto da Quarantasettezeroquattro-In\Visible Cities. Inoltre, gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del MIC – Boarding Pass+. Per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di teatro immersivo e partecipativo, è un’occasione imperdibile.

Val Rosandra: quando la natura racconta la storia

Il giorno dopo, domenica 14 giugno, il palcoscenico cambia completamente. La rassegna si sposta in Val Rosandra, una delle valli più suggestive del Carso triestino. Qui la natura diventa protagonista assoluta.

Il Sentiero dell’Amicizia tra Italia e Slovenia

La performance si chiama “Quando saremo di là dal confine” ed è firmata da Kepler-452. La partenza è alle 10.30 da Bagnoli della Rosandra. Il percorso segue il Sentiero dell’Amicizia, che unisce fisicamente Italia e Slovenia. Di conseguenza, il cammino diventa esso stesso un atto simbolico.

Gli spettatori camminano tra foreste, rocce carsiche e luoghi carichi di memoria. Le voci degli abitanti di Bagnoli/Boljunec e San Dorligo della Valle/Dolina guidano il pubblico. In questo modo, la grande Storia si intreccia alle esperienze quotidiane di chi ha vissuto questi territori. La performance è ideata da Riccardo Tabilio, Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi.

Chi vuole approfondire il tema dei grandi eventi culturali in Friuli Venezia Giulia troverà in questo progetto un riferimento importante per il 2026.

In\Visible Cities XL 2026: “Andare fuori” è la nuova direzione

Questi due appuntamenti fanno parte di un percorso triennale più ampio. A partire dal 2026, In\Visible Cities imbocca una strada nuova, orientata alla sperimentazione. Il progetto si chiama “Andare fuori”: fuori dagli spazi tradizionali del teatro. Pertanto, aree urbane e naturali diventano luoghi di scena inediti.

La rassegna pone al centro il racconto del territorio. Lo fa attraverso un dialogo tra ricerca storica, drammaturgia e nuove tecnologie. È, insomma, un teatro che non si accontenta delle mura di un edificio. Chi segue da vicino le performing arts e le nuove forme di spettacolo dal vivo sa quanto questo approccio sia oggi innovativo e necessario.

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