Il Civettone – Numero 18

Il Civettone - Numero 18

 

Con la censura conviviamo da sempre.

Qualcuno propone qualcosa; un altro dice: «Un po’ meno, grazie». È già censura.

Quindi, a mio parere, la colpa è di chi la impone ma anche (e qualche volta soprattutto) di chi la accetta.

Il Civettone - Numero 18Dico questo, prendendo a pretesto la civetta di questa settimana – nonché il caso di una coraggiosa cittadina – perché, adesso che mi hanno ritirato la patente dovrei essere triste e/o contrito. Invece è subentrato una specie di entusiasmo, che vi devo dire?Certo, non poter più guidare comporta una serie di iatture, di imprevisti, contrattempi, etc.

Ma ripeto: poteva andare peggio.

E se penso bene a come mi sono sempre comportato, nella mia vita professionale, con chi voleva ridurmi a termini minimi, circoscrivermi, abbassarmi (ci mancherebbe altro!) ho trovato tutto molto coerente.

Il guaio della censura è consequenziale: tu ti abitui al fatto che una cosa non sia permessa e, dopo poco tempo, smetti persino di pensarla.

E lì arrivano i guai, perché non si tratta tanto di togliere parole, frasi, contenuti che potrebbero ledere la sensibilità di qualcuno, quanto di dire: «Questo pensiero qua, così come lo hai pensato, non va bene. Devi pensarlo in un altro modo. Prova a pensarla come noi, per esempio».

Capite?

Allora, oggi la censura ufficialmente tale non esiste più; ma ci sono stati casi in cui ad artisti (vedi Bertolucci per il suo Ultimo Tango) sono stati tolti i diritti civili. I DIRITTI CIVILI, signore e signori!

Questo è un Paese che riesce a dare milioni e milioni per anni e anni a progetti artistici VERMINOSI e che, nel contempo, può condannare qualunque cosa tacciandola come scandalosa, impresentabile, indecente, oscena.

È un Paese dove una patente viene sospesa per quindici giorni dopo che una pattuglia di vigili (in borghese) ti si accosta alla macchina col motorino, e siccome vede che stai cambiando traccia (Attenzione! Non stai telefonando) ti ferma, ti fa la multa e ti toglie la licenza di guida. Mentre in giro è pieno di gente che, solo per prendere un caffè, con la propria macchina, blocca una strada intera.

Questa mia reazione spero non sia censurata. E in fondo perché dovrebbe? Ma che si dica pure ciò che vogliamo, io (tutti noi, credo) muoio dalla voglia di sapere DAVVERO chi è che sta scrivendo, e quali argomenti usa DAVVERO per convincermi.

Ben venga l’editing, ovviamente, che è un’altra cosa. Ma la censura no. Quella non la possiamo sopportare. Anche perché il livello di censura di un Paese è direttamente proporzionale alla sua stupidità, al proprio appecoronamento.

I rospi, diceva Eduardo, non si possono tenere in corpo. Vanno buttati fuori.

Oppure, se vi piace di più, potrei citarvi un frammento da Sapore di mare.

 Ma perché mettono la donna in topless in prigione?

Perché questo è un Paese di cretini, sei sbarcata a IdiotLand

Hanno fatto bene, invece! Sulla spiaggia ci sono anche i bambini.

Sì, però ci sono anche i grandi.

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