La domenica sera di Rai 3 si tinge dei contrasti del bianco e nero. Rai Cultura propone infatti un appuntamento imperdibile per gli amanti della grande immagine d’autore. Il documentario dedicato a Ferdinando Scianna offre uno sguardo profondo su uno dei protagonisti della fotografia internazionale. Si tratta di un viaggio visivo che unisce la mente, l’occhio e il cuore in un racconto intimo.
Un ritratto d’autore firmato Roberto Andò
Il docufilm intitolato “Ferdinando Scianna. Il Fotografo dell’ombra” andrà in onda stasera, domenica 5 aprile, alle ore 23.10 su Rai 3. La regia è affidata a Roberto Andò, che riesce a catturare l’essenza di un artista straordinario. Scianna non è solo un fotografo, ma un intellettuale che dialoga costantemente con la scrittura. La sua opera appare infatti come un grande romanzo visivo composto da volti e luoghi del mondo.
Attraverso le immagini, il documentario celebra la dignità umana e le sue inevitabili contraddizioni. Ferdinando Scianna, siciliano d’origine, ha oggi superato gli ottant’anni ma conserva una vitalità intellettuale rara. La sua mente è descritta come scattante e veloce, capace di intrecciare storie incredibili vissute in decenni di carriera.
La fotografia come sonda del reale
Un tema centrale del film riguarda il significato profondo dell’atto fotografico nel mondo contemporaneo. Scianna rivendica con forza la specificità del suo mezzo espressivo. Per lui, la fotografia deve essere una sonda del reale e non solo una forma d’arte fine a se stessa. Questa visione emerge chiaramente durante le interviste e le riflessioni presenti nella pellicola.
Inoltre, il rapporto con la luce e l’ombra definisce l’intero percorso estetico del fotografo di Bagheria. Egli esplora il mondo cercando di restituire quel valore che rende ogni scatto un destino. Il pubblico potrà comprendere meglio il lavoro dell’agenzia Magnum Photos, di cui Scianna è stato il primo membro italiano.
Il ritorno alle radici e gli incontri storici
Il documentario segue Scianna in un viaggio fisico e temporale molto emozionante. Lo vediamo infatti tornare a Bagheria per ritrovare vecchi amici fotografati durante la sua giovinezza. L’obiettivo è quello di ri-fotografarli, chiudendo un cerchio iniziato molti anni prima. Questi momenti mostrano l’umanità profonda che lega il fotografo ai suoi soggetti.
Successivamente, la narrazione si sposta a Palermo, nella casa che appartenne a Leonardo Sciascia. Il legame tra il fotografo e lo scrittore è stato fondamentale per la cultura del Novecento. Infine, il racconto approda a Milano, città dove Scianna srotola il filo dei suoi ricordi professionali e personali.
Un cast di grandi intellettuali
La qualità del progetto è garantita anche dalla presenza di testimoni d’eccezione. Nel docufilm compaiono infatti figure come Giuseppe Tornatore e il fotografo Gianni Berengo Gardin. Partecipano al racconto anche scrittori e critici del calibro di Dacia Maraini e Marco Belpoliti.
Le musiche originali sono composte da Michele Braga, mentre il montaggio è curato da Maria Fantastica Valmori. La produzione è frutto della collaborazione tra Bibi Film e Rai Cultura. In conclusione, il programma rappresenta un’occasione unica per scoprire l’avventura meravigliosa di un uomo che ha fatto della luce il suo linguaggio universale.
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