Eisenhower alla Casa Bianca: l’America cambia guida
Il 1953 segna una svolta nella storia americana. Dwight Eisenhower entra alla Casa Bianca e interrompe vent’anni di presidenze democratiche. Roosevelt e Truman lasciano il passo. Inizia una nuova era.
Tuttavia, la politica estera resta su binari familiari. Gli Stati Uniti sono ancora nel pieno del conflitto in Corea. La nuova amministrazione non intende cambiare direzione.
Due fratelli al vertice del potere
Qui, però, accade qualcosa di inedito. A pochi giorni dalla conferma di John Foster Dulles come Segretario di Stato, Eisenhower compie una mossa sorprendente. Nomina il fratello, Allen Dulles, direttore della CIA.
È una decisione che fa discutere. Le cancellerie europee reagiscono con perplessità. Anche i consiglieri più vicini al presidente nutrono dubbi. Eppure la scelta resta.
Un potere senza precedenti
Con questa nomina, i due fratelli concentrano nelle loro mani un potere enorme. Da un lato, la diplomazia. Dall’altro, l’intelligence. Insieme, possono coordinare ogni strumento a disposizione degli Stati Uniti.
Spionaggio, propaganda, azioni clandestine: nulla è escluso. Il tutto diretto contro i nemici — reali o presunti — dell’America.
La macchina dello Stato profondo
In effetti, mai prima di allora due fratelli avevano controllato contemporaneamente questi due apparati. Il risultato è una sinergia potente e, per molti, inquietante. Le operazioni coperte si moltiplicano. L’influenza americana si estende in ogni angolo del globo.
Questo periodo segna l’apice della Guerra Fredda come conflitto non solo militare, ma anche psicologico e informativo.
Su Rai Storia sabato 11 aprile
Di tutto questo parlano Paolo Mieli e la storica Angela Santese a Passato e Presente. L’appuntamento è sabato 11 aprile alle 20.30 su Rai Storia.
Un episodio che, a distanza di settant’anni, continua a interrogare storici e analisti. Perché alcune scelte, apparentemente burocratiche, cambiano il corso della storia.
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