Il Club Fruttero a Torino: oggi i dettagli sulla mostra dedicata al grande autore

Il Club Fruttero a Torino: oggi i dettagli sulla mostra dedicata al grande autore

Il mondo della cultura celebra il centenario di uno dei protagonisti più eclettici dell’editoria italiana. La città di Torino si prepara a ospitare un evento espositivo unico nel suo genere. Il Club Fruttero. La mostra non è una semplice biografia, ma l’analisi di un metodo di lavoro. La presentazione del progetto avviene oggi, giovedì 16 aprile, svelando un percorso ricco di documenti inediti.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 23 aprile presso il Circolo dei lettori e delle lettrici. Questa iniziativa rientra in un progetto culturale diffuso ideato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Attraverso taccuini e manoscritti, il visitatore scopre come Carlo Fruttero leggeva, scriveva e sceglieva le sue storie.


Un percorso tra le carte dell’Archivio Fruttero

La mostra si basa su materiali originali provenienti dall’Archivio Fruttero e dalle collezioni delle eredi. Il percorso espositivo non vuole essere una guida passiva per il visitatore. Al contrario, ogni sala attiva una funzione specifica come leggere, scrivere o giocare. L’obiettivo è mostrare la costruzione pratica dei testi e il lavoro editoriale dietro le quinte.

Al centro dell’attenzione si trova il celebre lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Sono esposte le bozze annotate del dattiloscritto di A che punto è la notte. Accanto a esse, i taccuini preparatori testimoniano un processo creativo durato ben sette anni. Questa stratificazione del lavoro permette di comprendere la complessità della narrativa italiana del Novecento.

Traduzione e scelte editoriali controcorrente

Due sezioni specifiche della mostra esplorano il ruolo di Fruttero come curatore e traduttore. Dalla collana Presa diretta fino alla storica esperienza di Urania, emergono scelte spesso controcorrente. Pubblicare, per Fruttero, significava esporsi e mettere costantemente in discussione il già noto. La selezione dei testi non era una conferma, ma un esercizio pubblico di discussione.

Emergono anche documenti meno noti, come le lettere inviate da Samuel Beckett al suo traduttore italiano. Queste missive introducono il tema del lavoro invisibile della traduzione. Inoltre, una lettera di Carla Cerati rivela la forza d’attrazione dei libri di Fruttero. La fotografa racconta di aver rinunciato a una manifestazione politica per finire La donna della domenica.


Un’esperienza interattiva e partecipata

La mostra chiede al pubblico di intervenire in modo attivo e non come semplice consumatore. I visitatori potranno votare il proprio incipit preferito durante il percorso. Portando il voto allo stand della Fondazione Mondadori al Salone del Libro, si riceverà un omaggio. Si tratta di un Tratto Pen, lo strumento di scrittura preferito dall’autore torinese.

Il legame con la televisione viene analizzato nella sala dedicata a L’arte di non leggere. Qui si discute di libri come esercizio di selezione e non come mero elenco di titoli. Parlare di letteratura diventa così un atto pubblico di cittadinanza e di gusto. La mostra si chiude accostando scritti giovanili alle ultime fatiche letterarie del maestro.


Eventi speciali e maratone di lettura

Il programma del centenario include una serie di appuntamenti speciali ospitati al Circolo dei lettori. Il 23 aprile si terrà il vernissage con l’evento “A cena con Fruttero”. Sette tavoli ospiteranno sette voci diverse per raccontare altrettante opere iconiche. Interverranno, tra gli altri, Carlotta e Federica Fruttero insieme a Giuseppe Culicchia e Annalena Benini.

Il finissage della mostra è previsto per il 29 maggio con una maratona di lettura. L’evento, intitolato “Frullato Fruttero”, coinvolgerà il pubblico in un’esperienza collettiva di condivisione. Il centenario restituisce così il metodo di un uomo che ha vissuto tra i libri. Leggere per capire e scegliere per escludere restano le lezioni più importanti di Carlo Fruttero.

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