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Il film del giorno: "Black Rain - Pioggia sporca"(su La7)Oggi vi consigliamo Black Rain – Pioggia sporca, in onda su La7 (canale 7, o 507 per l’HD, del digitale terrestre) alle 21.15.

Il protagonista della vicenda è il poliziotto newyorkese Nick Conklin (Michael Douglas), la cui precaria situazione economica è stata aggravata dal recente divorzio e il conseguente obbligo al mantenimento dei due figli. Un giorno, mentre si trova in un bar italiano con il collega Charlie Vincet (Andy Garcia), Nick assiste ad un losco incontro tra gangster giapponesi e italiani. La riunione è interrotta dall’arrivo di un uomo giapponese che uccide uno dei malavitosi. Nick e Charlie inseguono l’assassino e riescono ad arrestarlo. L’uomo fa parte dell’organizzazione criminale Yazuka e si chiama Sato (Yūsaku Matsuda).

Dal momento che la commissione disciplinare sta indagando sulle sue finanze, Nick è costretto ad accettare la richiesta dei suoi superiori che vogliono che Sato sia portato ad Osaka e affidato alla custodia della polizia giapponese. Giunti all’aeroporto nipponico, tuttavia, Nick e Charlie cadono vittime di un raggiro e Sato riesce a sottrarsi alle autorità. Sospettati di aver collaborato alla fuga del gangster, i due poliziotti americani decidono di collaborare con l’ispettore Masahiro Matsumoto (Ken Takakura) per arrestare il fuggitivo. Grazie alla maitresse Joyce (Kate Capshaw), Nick scopre che la trasferta americana di Sato era parte di un piano per rovesciare le gerarchie della Osaka. Per via dei suoi metodi anticonvenzionali, che disobbediscono a qualsiasi lecita procedura, e della sua noncuranza per la sicurezza, Nick cade nuovamente nel tranello di Sato e dei suoi uomini. Stremato e frustrato, il poliziotto dovrà spingersi oltre i suoi limiti per arrestare il gangster.

Perché vedere questo film

Poliziesco stile “Blade Runner” senza la componente fantascientifica. Scott prende i più classici degli stereotipi, li fa incontrare, li mescola dimostrando che l’asprezza d’animo è comune a tutti gli essere umani. Finale apparentemente buono, sottende in realtà una tristezza di fondo che rende il film uno dei migliori tra i dimenticati degli ’80.

 

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