“Il Giuoco delle Parti”: Pirandello al Teatro Anfitrione

Torna al Teatro Anfitrione una nuova regia di Marco Belocchi. Dopo gli applausi e i sold out della scorsa stagione con La Bisbetica Domata quest’anno l’attore e regista porta in scena il testo di Pirandello: Il Giuoco delle Parti.
In scena con lo stesso Belocchi, Eleonora Pariante, Paolo De Giorgio, Giustino De Filippis, Gianfranco Teodoro, Alessio Pedica, Francesca Di Meglio.

Leone Gala, uomo di mezza età, è sposato con Silia, superficiale e attraente signora, la quale a sua volta ama, senza troppa passione, Guido Venanzi uno zerbinotto baldanzoso stretto tra i due coniugi e dominato dalla donna. Marito e moglie si frequentano per non dar adito a pettegolezzi, ma la signora Silia non regge la messa in scena, dovendo tra l’altro subire le irrisioni pungenti e sarcastiche di Leone, che a sua volta si diverte più a filosofeggiare col cameriere Filippo/Socrate che a intrattenersi con la moglie.
Silia decide quindi di sbarazzarsi del marito, ma l’amante si rifiuta. Sarà il caso a presentare ai due l’occasione: un presunto oltraggio subito dalla donna da parte di un giovane marchese, spadaccino provetto, offrirà il pretesto per un duello con cui lavare l’onta nel sangue. Leone sembra accettare come vorrebbe la sua parte di marito, ma alla fine rifiuta di battersi spiegando che dovrà essere il Venanzi, amante sì, ma marito reale a tutti gli effetti, a dover onorare l’offesa.

Scritta e rappresentata nel 1918, ovvero cento anni fa, e tratta a sua volta dalla novella Quando si è capito il giuoco, di qualche anno prima, Il giuoco della parti è ancora una commedia che fa riflettere: sui rapporti di coppia, sulla dicotomia ragione/sentimento, ma anche su modelli che oggi possono apparire desueti come l’onore, la rispettabilità, il comportamento sociale, che in questo caso viene offerta dal duello che nel finale qualcuno dovrà pur affrontare per evitare appunto la riprovazione della società.
La nostra messa in scena sposta la vicenda più avanti nel tempo di una ventina d’anni, in pieno regime fascista – quando queste norme, insieme ad altre più specifiche, si erano irrigidite a fronte di un’ideologia che stava mostrando tutta la sua inadeguatezza – quando la dichiarazione di guerra si affaccia alla nostra storia per un’alleanza deleteria, che diventerà praticamente un suicidio, come quello che il co-protagonista Venanzi, amante della moglie di Leone Gala, affronterà battendosi a duello pur di non venir meno alla parola data.
Ancora una volta un grande autore come Pirandello, ci offre una chiave di lettura che fanno di questo, come di altri capolavori, un classico del teatro contemporaneo, una commedia dove matrimonio e tradimento si mescolano abilmente fra dramma e grottesco, fino al capovolgimento finale dove ognuno gioca, appunto, la sua parte.

Teatro Anfitrione – Roma
Via di San Saba 24, (Aventino)
dal 6 al 24 febbraio 2019
Biglietti Intero 20€ – Ridotto 15€
Info 065750827 – 3484746899 – [email protected]
da mercoledì a sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00
Giovedì 14 e 21 febbraio ore 18.00

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