Cento anni fa, una piccola città abruzzese diventava teatro di un processo destinato a segnare la storia italiana. Da lunedì 16 marzo, Rai Cultura ripropone su Rai Storia il racconto di quei giorni.
Il programma in televisione
La Sede Regionale Rai per l’Abruzzo ha prodotto un documentario che ricostruisce le fasi del processo sul delitto Matteotti. L’appuntamento è da lunedì 16 a mercoledì 18 marzo, alle ore 18.00, su Rai Storia. La trasmissione cade esattamente a cento anni dall’apertura del dibattimento, avvenuta il 16 marzo 1926.
Un delitto che scosse l’Italia
Per capire il processo, bisogna tornare indietro di quasi due anni. Il 10 giugno 1924, Amerigo Dumini e altri squadristi rapirono e uccisero Giacomo Matteotti. Wikipedia Il deputato socialista era stato un avversario scomodo del regime. Aveva denunciato apertamente brogli elettorali e violenze fasciste. Tuttavia, invece di processare i responsabili a Roma, il governo scelse una soluzione diversa.
Perché Chieti?
La scelta della sede processuale non fu casuale. Celebrare quel processo a Roma era un’eventualità che Mussolini riteneva rischiosa. Meglio confinarlo in un luogo distante, lontano da un’opinione pubblica che avrebbe potuto manifestare dissenso. Storiamo Così, il 21 dicembre 1925, su richiesta della Procura Generale della Corte d’Appello di Roma, la Corte di Cassazione trasferì il processo da Roma a Chieti per “gravi motivi di sicurezza pubblica”. Rivistailprocesso
Inoltre, a far pendere il piatto della bilancia a favore di Chieti fu il gerarca Roberto Farinacci, segretario del partito fascista e avvocato difensore di uno degli imputati, Amerigo Dumini. Storiamo
Otto giorni a porte semichiuse
Il processo si svolse in sole otto udienze, dal 16 al 24 marzo, come Mussolini desiderava, chiedendo la conclusione entro il 28 marzo. LAquilaBlog In aula regnava un controllo ferreo. Erano vietate le riprese fotografiche. La vedova Velia Titta non era presente, consapevole che il processo era già segnato.
Intanto, la famiglia Matteotti aveva comunicato il ritiro dalla parte civile già il 18 gennaio 1926. La presenza di Farinacci come avvocato difensore aveva un significato inequivocabile: il fascismo si candidava direttamente a difesa degli assassini. Casamuseogiacomomatteotti
Una sentenza considerata una farsa
Il verdetto finale lasciò sgomenti molti osservatori. La corte considerò il delitto come preterintenzionale, ammettendo persino la concausa della debole costituzione fisica della vittima. Dumini, Poveromo e Volpi vennero condannati a 5 anni, 11 mesi e 20 giorni. Con l’applicazione dell’amnistia, gli altri imputati risultarono liberi, e gli stessi condannati rimasero in carcere solo due mesi in più. Casamuseogiacomomatteotti
Non a caso, il Tribunale di Chieti ospita oggi una mostra permanente dedicata a questo “processo farsa”, allestita in collaborazione con l’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Università degli Studi ‘G. d’Annunzio’ Chieti-Pescara
Un appuntamento da non perdere
Rai Storia dedica quindi tre puntate a uno dei capitoli più discussi della giustizia italiana del Novecento. È un’occasione per riflettere su quegli anni attraverso la ricostruzione puntuale della Sede Regionale Rai per l’Abruzzo. L’appuntamento, quindi, è alle 18.00 da lunedì 16 a mercoledì 18 marzo su Rai Storia, canale 54 del digitale terrestre. Chi volesse approfondire la vicenda storica può consultare anche la pagina Wikipedia sul delitto Matteotti, ricca di fonti e documenti.
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