Basta città: la famiglia Fontana scommette tutto sulla campagna
Gerry è un ricercatore universitario con un contratto precario. Sua moglie Ilaria è una vigilessa che affronta ogni giorno il caos del traffico cittadino. Loro figlio Giulio è un adolescente in cerca di sé stesso.
Vivono in un bilocale. Poco spazio, poca aria, poca serenità.
Così i Fontana arrivano a una scelta radicale: lasciare tutto e trasferirsi in aperta campagna. L’obiettivo è trasformare una fattoria diroccata in una moderna azienda agricola.
Il miraggio della vita rurale: radici, natura e nuovi inizi
Il desiderio di tornare alla natura è oggi diffusissimo. Sempre più famiglie italiane cercano un’alternativa alla vita urbana stressante, lontano dall’ansia e dall’incertezza.
Per i Fontana, tuttavia, la campagna non è solo una scelta di stile di vita. È una fuga. Una risposta all’isolamento del condominio, alla libido evaporata, alla città che stringe come una morsa.
Il progetto sembra sensato. In fondo, il movimento del ritorno alla terra ha conquistato migliaia di italiani negli ultimi anni.
Quando la natura smette di essere romantica
Eppure c’è un problema. La natura, quella vera, non assomiglia per niente a quella dei documentari.
E i Fontana lo scopriranno presto, a proprie spese.
Disavventure in serie: insetti, trivellazioni e raccolti miserabili
Tra le prime sorprese c’è il vicino di podere. Un milionario affabile che gioca a fare il coltivatore. Sembra simpatico. Non lo è.
Poi arrivano le punture d’insetto, le trivellazioni sbagliate, i raccolti che non crescono. Ogni speranza green appassisce lentamente, come i pomodori dimenticati sotto il sole.
Nel frattempo, il giovane Giulio scopre il primo amore. Anche questa, a modo suo, è una disavventura.
Una famiglia allo specchio
Quello che emerge, tra una catastrofe agricola e l’altra, è un ritratto familiare preciso e onesto. Tre persone che cercano un posto nel mondo. Tre persone che pensavano che bastasse cambiare indirizzo.
Invece, i problemi li hanno seguiti in campagna. Come sempre accade.
Ansie urbane in abiti contadini
La storia dei Fontana parla di un’Italia reale. Quella dei contratti a termine, degli spazi ridotti, delle aspettative tradite.
Parla anche di come il mito della vita semplice possa essere, in fondo, un altro modo per non affrontare ciò che non funziona davvero.
Perché trasferirsi in fattoria è facile. Cambiare se stessi, molto meno.
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