Palazzo Grassi e Punta della Dogana: il programma culturale della primavera 2026

Palazzo Grassi e Punta della Dogana: il programma culturale della primavera 2026

Musica, performance e laboratori animano il calendario della Pinault Collection a Venezia. Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere.


Le nuove mostre fanno da cornice agli eventi

La primavera 2026 porta al Teatrino di Palazzo Grassi un calendario ricco di appuntamenti. Il programma accompagna le quattro mostre aperte nelle sedi veneziane della Pinault Collection.

In corso ci sono “Michael Armitage. The Promise of Change” e “Amar Kanwar. Co-travellers” a Palazzo Grassi. A Punta della Dogana, invece, si possono visitare “Lorna Simpson. Third Person” e “Paulo Nazareth. Algebra”.

Ogni evento è pensato in dialogo diretto con le opere esposte. Il risultato è un programma che unisce arti visive, musica e performance.


Aprile: si comincia con laboratori e danza

Superlab con Oscar Sabini

L’11 aprile, alle 15.00, Punta della Dogana ospita il Superlab condotto da Oscar Sabini. Il laboratorio esplora le tecniche del collage e dell’assemblaggio. Adulti e bambini dai 6 anni lavorano con carte colorate, ritagli di giornale e piccoli oggetti.

L’ispirazione viene direttamente dalle opere di Lorna Simpson e Paulo Nazareth. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione scrivendo a [email protected].

Extended: la danza entra nell’atrio

Il 17 e 18 aprile, alle 18.30, l’atrio di Palazzo Grassi si trasforma. La coreografa Ewa Dziarnowska presenta This resting, patience, una durational performance in cui la danza altera la percezione del tempo.

La struttura è aperta: il pubblico può entrare e uscire liberamente. La performance è realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma.


Maggio: tre giorni di musica e performance

La Nakibembe Xylophone Troupe a Palazzo Grassi

Il 7 maggio arriva uno degli appuntamenti più attesi. Il celebre ensemble ugandese Nakibembe Xylophone Troupe si esibisce nell’atrio di Palazzo Grassi, alle 10.30 e alle 15.00.

Il gruppo suona l’embaire, un monumentale xilofono in legno. Le loro poliritmie intrecciamo ritmo, voce e movimento. L’evento è realizzato in collaborazione con il Festival Nyege Nyege.

Candomblé e Paulo Nazareth

L’8 maggio, sempre in due sessioni, il Teatrino ospita Depois da Encruzilhada. Si tratta di una performance dedicata a Exu, Orixá del Candomblé legato agli incroci nelle tradizioni afro-brasiliane.

Durante lo spettacolo, un praticante iniziato dispone perline rosse e nere sul pavimento. Le forme create evocano simbolismi profondi, in dialogo con la mostra di Paulo Nazareth.

Esperanza spalding a Punta della Dogana

Il 9 maggio è la volta di esperanza spalding. La musicista e artista presenta una creazione sonora inedita nelle sale di Punta della Dogana, alle 17.00 e alle 19.00.

Il lavoro è pensato appositamente per le opere di Lorna Simpson. Le due sessioni offrono un’esperienza d’ascolto immersiva e coinvolgente.


Long Playing: tre serate di ascolto al Teatrino

Un format insolito per la musica contemporanea

Dal 29 aprile prende il via Long Playing, rassegna curata da Nicola Di Croce e Francesco Bergamo. Ogni serata dura quanto un disco in vinile. È un format che invita all’ascolto profondo.

Il 29 aprile apre Nicola Ratti, sound designer attivo nella musica sperimentale. I suoi lavori costruiscono ambienti sonori che reagiscono allo spazio architettonico.

Magaletti e Marongiu completano il ciclo

Il 27 maggio è la volta di Valentina Magaletti. Batterista e polistrumentista, usa ceramiche e objets trouvés come strumenti. Il suo approccio abbatte i confini tra rumore e musica.

Infine, il 3 giugno, la compositrice Francesca Marongiu conclude la stagione. Il suo lavoro fonde suono, memoria e luogo attraverso processi elettronici.


Alice Diop chiude la stagione a giugno

Il 5 e 6 giugno, la regista francese Alice Diop porta a Punta della Dogana Le Voyage de la Vénus Noire. È la sua prima performance teatrale, nata da un testo dell’artista e poetessa Robin Coste Lewis.

Lo spettacolo restituisce voce a figure dimenticate dalla storia dell’arte. In forma scenica essenziale, Diop si fa mediatrice di un pensiero visivo e storico.

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