Rai Storia ricorda la strage di via D’Amelio con parole e silenzi del magistrato
Oggi, domenica 19 luglio, ricorre l’anniversario della strage di via D’Amelio. In quell’attentato perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Insieme a lui morirono anche cinque agenti di scorta: Emanuela Loi, Walter Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.
Per l’occasione, Rai Cultura ripropone il documentario “Paolo Borsellino, parole e silenzi”. Il programma è firmato da Alessandro Chiappetta, con la regia di Valentina Grassi. Chi volesse consultare la programmazione completa della serata può farlo direttamente sul portale.
A che ora va in onda il documentario
Il documentario andrà in onda oggi, domenica 19 luglio, alle ore 19.30 su Rai Storia. Per chi cerca ogni giorno consigli sui programmi tv da non perdere, questa è una delle proposte più interessanti della domenica.
Un ritratto costruito con le parole dello stesso Borsellino
Il racconto si sviluppa attraverso le interviste che il magistrato rilasciò alla Rai nel corso degli anni. Non si tratta quindi di una semplice ricostruzione a posteriori. È invece un percorso costruito sulla voce autentica di Borsellino.
Il documentario ripercorre tappe fondamentali della sua carriera. Si parte dalla stagione del pool antimafia di Palermo. Si passa poi agli anni di servizio a Marsala. Infine si arriva ai giorni drammatici seguiti alla morte dell’amico Giovanni Falcone, ucciso a Capaci.
La voce di un uomo che cambia nel tempo
Ascoltando le interviste, si nota un’evoluzione precisa nel tono di Borsellino. All’inizio il magistrato racconta con entusiasmo giovanile i suoi successi professionali. Con il passare del tempo, però, la sua voce diventa più critica.
Borsellino inizia a denunciare apertamente mancanze e tensioni interne alle procure. Nelle ultime settimane di vita, invece, il tono cambia ancora. Alle parole si alternano lunghi silenzi, segno di commozione e rassegnazione.
La consapevolezza di essere un bersaglio
Uno degli aspetti più toccanti del documentario riguarda la consapevolezza del magistrato. Paolo Borsellino sapeva di essere nel mirino della mafia. Nelle sue ultime interviste, non ha mai cercato di nasconderlo.
Nonostante questa consapevolezza, il giudice ha continuato a lavorare con rigore. È riuscito a tutelare le indagini in corso fino all’ultimo giorno. Allo stesso tempo, ha cercato di proteggere i suoi cari da un destino che sembrava già segnato.
Perché guardare questo documentario oggi
Rivedere queste testimonianze, a distanza di anni, permette di comprendere meglio la figura di Borsellino. Non solo come simbolo della lotta alla mafia, ma anche come uomo. Per approfondire storia e attualità della lotta alla criminalità organizzata, può essere utile anche consultare la pagina di Rai Cultura dedicata a Paolo Borsellino, che raccoglie ulteriori materiali d’archivio.
Chi desidera restare aggiornato su tutti gli speciali e le repliche in tv legati a ricorrenze e anniversari può trovare aggiornamenti quotidiani sul sito. Il documentario rappresenta quindi un’occasione preziosa per ricordare, attraverso le sue stesse parole, un protagonista fondamentale della storia italiana recente.
Commenta per primo